L'esclusione delle imprese agricole dal bando non è dovuta al fatto che queste non siano considerate piccole e medie imprese, come da più parti è stato osservato, ma dal fatto che le imprese agricole possono essere finanziate con il fondo strutturale Feoga, mentre il bando in questione era appunto una misura del Fesr ed in base alle regole fissate dall'Ue i soggetti beneficiari dell'intervento in questo caso non possono in nessun caso essere le imprese che svolgono attività legate alla produzione, trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti di cui all'allegato 1 del trattato, cioè attività agricole. Il bando per la concessione ed erogazione di contributi a sostegno dell'innovazione tecnologica e del contenimento dei consumi energetici si configura come “aiuto di stato” ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato Ce. La normativa comunitaria in materia di aiuti di stato è fortemente differenziata a seconda che si tratti di aiuti al settore agricolo o di aiuti ad altri settori. Per quanto riguarda le imprese agrituristiche occorre precisare inoltre che l'attività agrituristica viene considerata attività secondaria e produttiva di reddito aggiuntivo, rispetto all'impresa agraria cui accede. Pertanto l'Ufficio Energia, pur condividendo le preoccupazioni espresse in questi giorni, ha dovuto escludere tutte le imprese agricole e agrituristiche dai benefici del bando sul risparmio energetico, mentre ha ritenuto ammissibili le domande presentate dagli operatori agricoli come soggetti privati per interventi su abitazioni ad uso civile, come chiarito in una risposta, pubblicata sul portale regionale nella sezione relativa al bando, ad una domanda di un operatore agrituristico. D'altra parte sui modelli di domanda dedicati alle Pmi, allegati al bando e pubblicati sul Bur, non era presente alcuna indicazione per interventi nel settore agricolo e dunque nessun dubbio poteva ingenerarsi negli operatori del settore.

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