La Guida Ufficiale del Parco Nazionale del Pollino, dott. Giuseppe Cosenza, durante una esplorazione botanica sul Monte Pollino, in localitࠂosco Pollinello ha rinvenuto un giovane esemplare di Abete Bianco (Abies alba). Si tratta di un esemplare in un’area dove precedentemente non era mai stata documentata la presenza di questa specie. In particolare l’esemplare si trova sul versante calabrese in esposizione sud all’interno di una densa copertura di faggi (Fagus sylvatica), su substrato calacareo-dolomitico non lontano da un gruppo di Pini Loricati (Pinus leucodermis).

L’Abete Bianco, nell’Appenino Meridionale vive sempre associato al Faggio, costituendo una speciale associazione botanica, la Feggeta-Abetina. Questa associazione 蠲appresentata da bellissime foreste soprattutto nel versante Nord-orientale del Massiccio del Pollino, con la presenza di esemplari di notevoli dimensioni e et࠶enerabile.?
La foresta di Abete era molto pi?fusa agli inizi del secolo XX di quanto lo sia oggi, e si estendeva ampiamente ad esempio anche nell’area compresa tra i Piani di Vacquarro fino al Piano di Pedarreto nel Comune di Rotonda, ma a causa di intensi e scriteriati 蠤a qui scomparsa.?
Nella "Nera foresta" (secondo la prima descrizione del 1926 del Tenore, botanico napoletano), sopravvivono ancora oggi popolazioni faunistiche interessanti come il Picchio Nero (Dendrocopus maior) e la Martora (Martes martes), oltre a numerose specie botaniche ad esso associate come il Vischio dell’Abete e la Scilla bianca, l’Acero di Lobelius. Inoltre le foreste di abete ogni anno sono al centro dei riti arborei delle popolazioni di Alessandria, Terranova di Pollino, Viggianello e Rotonda che nell’Abete hanno da sempre individuato il loro simbolo totemico.
Le Faggete-Abetine del Pollino quindi rappresentano un elemento paesaggistico e naturalistico che ogni anno richiama da tutto il mondo, ?migliaia di antropologi, ornitologi, botanici, zoologi e amanti delle escursioni in ambienti naturali, selvaggi ed unici come difficilmente si pu򠴲ovare altrove in italia, lungo la splendida rete di sentieri, compreso il vecchio tracciato Decauville della RUE-PING.
Nel complesso si tratta di un valore ambientale che rappresenta, anche se non percepito dalle amministrazioni locali, di un richiamo turistico superiore a quello esercitato dal Pino Loricato, albero simbolo del Parco.?
L’Abete Bianco e le sue foreste meriterebbero una attenzione maggiore da parte delle Amministrazioni Locali, Comunitࠍontante, Ente Parco, che vada oltre il considerare le foreste come semplice fonte di legname da ardere, sopratutto all’ombra della Centrale del Mercure, attezzandole di adeguata e seria sentieristica e sottoponendole ad un rigido regime di salvaguardia, con il coinvolgimendo delle popolazioni locali (guide ufficiali, scuole, braccianti forestali, agricoltori, associazioni di volontariato e ambientali) nella loro cura e tutela producendo occasione di sviluppo e occupazione.

P.S.: a Rotonda tra l’8 e il 13 giugno si svolgerࠬa Festa dell’Abete, il rito arboreo in occasione della Festa del Patrono Sant’Antonio di Padova
 

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