È stato approvato dall’assise, con voto sostanzialmente unanime, il piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche della provincia di Potenza, nel corso della seduta di consiglio che si è svolta oggi. Una copia del piano sarà inviato alla Regione Basilicata, che provvederà a sua volta agli adempimenti di competenza.

Due le astensioni dei capigruppo Giuseppe Nella (Psi) e Aurelio Pace (Gruppo misto), motivate con la scelta riguardante la sede della dirigenza scolastica di Filiano.

“Dal 2001 al 2009 gli istituti scolastici della Provincia di Potenza hanno perso 29 mila iscritti. Una riduzione che impatta su un sistema territoriale costituito da 100 comuni, 90 montani, con una bassa densità di popolazione e con molte difficoltà di collegamento. È in questo quadro che si inserisce il piano di dimensionamento scolastico – ha spiegato l’assessore alla Pubblica Istruzione Rosaria Vicino -redatto attenendoci alle normative nazionali e nel rispetto delle linee guide approvate dalla giunta regionale e costruito dopo un percorso condiviso con il territorio. Un piano che intende assicurare la stabilità nel tempo delle istituzioni scolastiche – ha concluso Vicino – offrendo la molteplicità delle scelte, riconfermare ed incentivare gli istituti comprensivi, salvaguardare le istituzioni già attualmente dimensionate, privilegiare accorpamenti e fusioni che meglio possano garantire la pluralità della scelta formativa”.

Il piano è stato predisposto tenendo conto dei seguenti criteri: riorganizzare il sistema scolastico in base ai Pois (Piani di offerta integrata dei servizi), che dividono il territorio provinciale in 5 aree più il capoluogo; considerare ai fini del dimensionamento la popolazione degli istituti scolastici compresa tra 500 e 900 studenti; possibilità di deroga per i comuni montani o aree territoriali con specificità etniche o linguistiche, fissando in 300 la base numerica in caso di istituti comprensivi; possibilità di deroga, fissando in 300 la base numerica degli alunni anche per gli Istituti secondari di secondo grado, che hanno indirizzi formativi particolarmente specializzati e a diffusione limitata nell’ambito del territorio regionale e nazionale.

Gli istituti che non raggiungono il numero minimo sono unificati in maniera orizzontale con gli istituti dello stesso grado possibilmente nello stesso ambito territoriale o verticalmente in istituti comprensivi, individuando come sede amministrativa l’istituto che ha più alunni, che è più centrale rispetto al territorio e sia in grado di garantire l’organizzazione dei servizi.

Nel corso del dibattito, tutti i consiglieri intervenuti, sia di maggioranza, sia di opposizione, hanno riconosciuto l’inteso lavoro svolto sul territorio in meno di due mesi, per arrivare ad un piano ampiamente condiviso e partecipato, quale migliore soluzione possibile tesa a contemperare le varie esigenze delle comunità e la necessità di un dimensionamento delle istituzioni scolastiche, che preservi comunque l’offerta formativa. Ciascun consigliere ha poi fatto emergere particolari aspetti del piano.

Così il consigliere Antonino Capuano (Pdl) ha richiesto uno sforzo, nel prossimo futuro, per dare a Lavello un’attenzione maggiore, considerata l’importanza sociale ed economica della città dauna.

Antonio Rossino (Psi), presidente della quarta commissione consiliare all’Edilizia scolastica, ha rimarcato che solo a Corleto Perticara e nella valle del Mercure si è sposata la causa delle verticalizzazioni, con la creazione di due istituti omnicomprensivi: nel secondo caso, una scelta presa per garantire una migliore offerta formativa.

Da parte loro, i consiglieri Tommaso Gammone (Pd) e Giuseppe Dileo (Cpr) hanno rimarcato, invece, l’importanza della istituzione del Liceo scientifico presso il Liceo classico di Venosa, per la posizione baricentrica della città di Orazio, che abbraccia tutto l’Alto Bradano.

Il capogruppo Vittorio Prinzi (Idv) ha spiegato come un piano complesso di tale fattispecie “non possa avere soluzioni per tutti i desiderata, come quella proposta dal gruppo Idv, che aveva ipotizzato una distribuzione più equa della popolazione scolastica, accorpando Ruoti e Baragiano da una parte e Balvano, Vietri e Savoia dall’altra”.

Da parte sua, il capogruppo Vincenzo Libonati (Dec) ha invece spiegato che la direzione dell’istituto comprensivo di Viggianello, Castelluccio superiore ed Inferiore, è stata assegnata a Viggianello, poiché qui si trova la scuola con il maggior numero di alunni.

Soddisfazione sul provvedimento è stata espressa dai consiglieri Angela Latorraca (Pd), soprattutto per l’offerta formativa qualificata e diversificata dell’area Pois della Val d’Agri, da Domenico Carlomagno (Pu) per l’aggiunta del nuovo indirizzo in servizi sociosanitari presso l’Istituto “Giovanni Paolo II” di Maratea, da Angelo Lamboglia (Idv), secondo cui è necessario legare strettamente l’obiettivo formativo al mondo delle imprese e da Michele Destino (Pdl), che ha proposto di organizzare un convegno sul tema e capire anticipatamente cosa potrà essere la scuola del futuro, alla luce del numero sempre minore di iscritti.

E ancora, il capogruppo Tommaso Samela (Pd), si è soffermato, in particolare, sugli interventi previsti dal piano di dimensionamento per la città di Potenza, dove è prevista l’introduzione di nuovi indirizzi e dove si è voluto far permanere un presidio scolastico importante a Giuliano.

Da parte loro, invece, i capigruppo Pace e Nella, pur condividendo complessivamente il Piano e rimarcando la bontà del metodo partecipato, hanno motivato l’astensione perché contrari alla scelta di ridimensionare i quattro istituti esistenti sul territorio di Avigliano con la creazione di due istituti comprensivi “Avigliano centro” e “Avigliano frazioni”, invece di prevedere – come ha spiegato Nella – tre dirigenze, di cui due ad Avigliano e una che accorpasse Filiano e Lagopesole. A riguardo, il capogruppo Ivan Vito Santoro (Sel) ha spiegato che la scelta dei due accorpamenti per Avigliano è stata motivata con la sola necessità di rafforzare l’offerta formativa per i prossimi anni.

Infine, è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dal capogruppo Pace (Gruppo misto) ed altri consiglieri, sulla persecuzione delle comunità cristiane in Iraq, “con il quale si chiede che l’Italia ponga in essere tutte le più efficaci ed autorevoli azioni volte a difendere la legalità – ha spiegato Pace – e le vite dei cittadini iracheni di religione cristiana e che l’Italia riconosca a tutti i cristiani iracheni che ne fanno richiesta il diritto di asilo in quanto perseguitati.

A riguardo, il capogruppo Vittorio Prinzi (Idv) ha ribadito l’importanza del diritto di espressione del sentimento religioso, mentre il presidente del Consiglio provinciale Palmiro Sacco ha sottolineato come “pur se questi avvenimenti sembrano distanti, in realtà ci toccano da vicino e possono avere in futuro ripercussioni sulla stabilità economica e sociale del nostro Paese”.

 

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