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“Accolgo con rammarico l’ennesimo grido d’allarme lanciato dalle sigle sindacali di categoria le quali, nelle scorse ore, di fronte a quella che definiscono perdurante incuria, hanno dichiarato lo stato di agitazione di tutto il personale dell’Ospedale di Melfi (Pz).” E’ quanto dichiara l’Onorevole Gianluca Rospi (presidente della componente Popolo

Protagonista) che aggiunge: “E’ inaccettabile, come rimarcano i sindacati, che, a causa dell’immobilismo dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, di cui il polo ospedaliero di Melfi, così come quelli di Villa d’Agri e Lagonegro fanno parte in seguito alla LR 2/2017 di riordino del sistema sanitario lucano, si stia verificando una svuotamento dei presidi territoriali sede di PSA. E’ altresì vergognoso che, in un momento in cui si sta provando a lasciarsi alle spalle una epocale emergenza, in cui il settore sanitario si sta davvero sacrificando per il bene comune e per salvare migliaia di vite, mettendo a repentaglio la propria, si debba parlare, per quanto riguarda il presidio della città federiciana, di gravissima carenza di personale medico, infermieristico e oss, a cui si aggiungono mancati investimenti sulla struttura, anzi, come nel caso della risonanza magnetica, si è provveduto al suo acquisto ma non alla messa in funzione.

Fondamentale intervenire e farlo tempestivamente così da mettere la parola fine ad una situazione di inconcepibile abbandono, in cui di fatto versano tutti i presidi ospedalieri lucani sede di PSA, dislocati in zone piuttosto popolose. Gli strumenti per intervenire, ed hanno in tal senso altresì ragione le sigle sindacali, ci sono ma, chi di competenza, deve attivarli.” “La pandemia – conclude quindi l’Onorevole Rospi, con un riferimento all’emergenza covid-19 ed alla situazione sanitaria nazionale – ha costretto anche l’Italia ad allestire ospedali provvisori, con investimenti notevoli necessari per arginare una emergenza (lo si spera) di breve durata;

nel frattempo, ahimè, in tutto lo stivale, sono almeno 200 gli ospedali abbandonati, negli ultimi 40 anni si è passati da circa 530mila posti letto disponibili a poco meno di 200mila, con centinaia di migliaia di metri cubi ed ettari abbandonati, senza considerare piani di recupero per mancanza di risorse economiche. Ed è questo che non deve accadere, ma non sono io a

dirlo, è la nostra Costituzione all’art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”

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