Una trentina di Movimenti e associazioni hanno inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, https://www.change.org/p/governo-italiano-fermi-i-ritorni-a-sud-a-rischio-contagio-coronavirus, per chiedere di porre fine alle incontrollati migrazioni di decine di migliaia di persone dalle zone in cui è dilagata l’epidemia di coronavirus, non solo al sud, ma anche in Liguria, Versilia, Sardegna e altrove, nonostante i decreti restrittivi, recando un disagio notevole a Regioni che non hanno strutture adatte a sopportare un carico di tale portata, in particolare quelle nel Mezzogiorno.

I Presidenti della Regione Liguria Giovanni Toti e il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano hanno denunciato lo stesso pericolo e cioè il sovraccarico  sulle strutture sanitarie regionali non calibrate per quei carichi aggiuntivi.

Non sembra sia stato fatto abbastanza per arginare questa mobilità che, anzi, sembra avvenga con troppa facilità, infatti i treni che dal nord vanno verso sud sono occupati da giorni.

Sembra  il Nord ricchissimo di strutture ospedaliere, mezzi e risorse non riesce a fronteggiare l’emergenza di queste settimane, come potrebbero farlo, le poche e carenti strutture di un sistema sanitario meridionale?

Paradossalmente, meno illogico sarebbe stato se dai focolai pandemici fosse stato colpito il Sud, e l’esodo fosse stato verso il più attrezzato Nord.

Il senso di responsabilità dovrebbe prevalere sia nelle persone, ma soprattutto nelle istituzioni: sanzioni o leggi ad hoc e interventi più decisi che ostacolino, dove immotivata, una così grande migrazione con il rischio di espandere l’epidemia nelle zone finora risparmiate.

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