La nostra proposta di tavoli di lavoro sulla ripartenza in sicurezza della scuola cestinata dalla politica, dai sindacati e dall’istituzione scolastica lucana. Correre ai ripari oggi non basta.

«Bocciati tutti. La politica lucana, come prevedevamo, risulta essere la più impreparata a fronteggiare l’emergenza, la più impreparata a riportare i nostri figli tra i banchi di scuola» afferma Donato Pessolano, referente di Basilicata in Azione. Non sono bastati gli ammonimenti del partito lucano che da maggio invita ad un incontro per una disamina della situazione lucana, non sono bastati gli inviti formali per la creazione di tavoli di lavoro dedicati alla questione scuola rivolti ad istituzioni quali il provveditorato lucano, la prefettura, i sindacati. Non sono bastati i vari appelli realizzati dal referente lucano per esaminare un eventuale protocollo dedicato alla riapertura scolastica. La scuola lucana, o meglio gli uomini delle sue istituzioni non passano l’esame della ripartenza in sicurezza, a causa probabilmente di una scarsa preparazione.

«Un silenzio assordante quello dei mesi appena trascorsi – continua Pessolano – un silenzio assordante che ha fatto comprendere ancora di più l’inefficienza e l’inesperienza degli uomini politici lucani, troppo impegnati a lanciare slogan e poco dediti al futuro delle nuove generazioni. Siamo sicuri che la nostra terra meriti questo?».

La stampa lucana non ha condiviso la scelta del governatore Bardi di preannunciare lo slittamento delle lezioni al 24 settembre su Il Mattino di Napoli, che non prevede la distribuzione in Basilicata da ormai svariati anni: «Il cuore del nostro Presidente è radicato in Campania, sua meravigliosa terra d’origine, ciò che però non stupisce – continua Pessolano – è la continua caduta di stile e poca considerazione nei confronti della stampa lucana, denigrata da questa scelta a dir poco assurda. In tutti questi mesi noi di Azione ci siamo posti il problema della ripartenza scolastica in totale sicurezza, ma nessuno ci ha mai risposto. Oggi 2 settembre, qual è lo scenario che ci si pone dinanzi? Un deserto di informazioni, migliaia di famiglie che chiedono delle risposte».

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