Interventi ecosostenibili per una vivibilità a misura d’uomo

Il 20 e 21 settembre, 22 comuni della regione Basilicata saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei Consigli comunali e l’elezione dei Sindaci. Il WWF di Basilicata invita tutti candidati a far propria l’iniziativa della Commissione Europea per accelerare gli investimenti per l’energia sostenibile a livello locale, denominata “European City Facility“, che ha trovato grande partecipazione in Italia, tra gli stati europei più colpiti dalle conseguenze del cambiamento climatico. La realizzazione del Green Deal europeo per un’Europa più sostenibile, più sana ed anche più competitiva, non può che partire dalle comunità locali per contribuire ad attuare i Piani di Azione per l’Energia sostenibile ed il Clima (PAES-C) e delinearsi, inoltre, attraverso la “strategia per la biodiversità” (Biodiversity Strategy) e la “strategia dal produttore al consumatore” (From Farm to Fork Strategy).

Già il 30 marzo 2019 Matera è stata protagonista di un’edizione memorabile di Earth Hour, l’Ora della Terra: la più grande mobilitazione globale per contrastare i cambiamenti climatici, che invita le persone a spegnere la luce per un’ora con l’obiettivo di dimostrare, attraverso un gesto simbolico, un impegno concreto per la salute del pianeta. L’evento fortemente voluto dal WWF Italia nella Capitale Europea della Cultura ha visto lo spegnimento simbolico di uno dei luoghi più suggestivi al mondo, l’area di San Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con la proiezione di immagini. Il WWF ha voluto ribadire lo stretto legame tra uomo e natura, tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. Gli obiettivi  concreti sono: fermare la perdita di biodiversità e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale.

Ed è proprio dalla città dei Sassi, Patrimonio Mondiale dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO, che si deve ripartire in Basilicata secondo il WWF ed approdare ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU attraverso l’impegno di tutti per adottare una visione sul lungo periodo in cui Matera, come luogo comune, possa realizzare un benessere equo e sostenibile e riconoscere la centralità del Capitale naturale.

La riconversione ecologica della città non è più rinviabile ed in particolare, si chiede a chi sarà eletto di agire non sulla strategia del consenso a ogni costo in attesa della prossima consultazione elettorale, ma di operare con una nuova visione sul futuro, quello che la città attende da diversi anni e la cui mancanza è probabilmente tra le principali cause della crisi che la comunità materana sta vivendo.

In questa ottica serve un cambiamento epocale che faccia di Matera un Centro Culturale permanente per l’Europa e per il Mediterraneo, dove il suo paesaggio, le sue tradizioni e le sue testimonianze possano trovare il nesso verso alle nuove sfide rappresentate dallo “Smart Cities” e dal “Resilient Cities”, che vanno a definire una città tanto più intelligente quanto più è in grado di mitigare ed adattarsi al cambiamento, senza perdere la propria identità salvaguardando il proprio Capitale sociale

Le proposte del WWF per Matera in 10 punti:

1. Zero consumo di suolo

Continua senza sosta l’assedio del mattone e del cemento a Matera e a fronte di un’evidente eccedenza di abitazioni, molte delle quali non abitate, si rende opportuno puntare al recupero del patrimonio edilizio esistente e sul completamento dei progetti di riqualificazione attraverso:

  • l’adozione di un  Regolamento Urbanistico a zero consumo di suolo, incentivando riconversione e rigenerazione urbana, che impedisca le varianti urbanistiche, se non per casi giustificati e mai di edificazione su aree verdi;

  • il rispetto di standard urbanistici basati su un equilibrato rapporto tra costruito e verde urbano secondo il modello dei rioni storici (Serra Venerdì, Spine Bianche e Lanera), totalmente ignorato  nella maggior parte delle lottizzazioni degli ultimi trent’anni, con evidente sfregio paesaggistico e nocumento alla qualità della vita urbana;

  • la valutazione dei progetti impattanti da parte di una commissione mista di architetti/urbanisti e rappresentanti di associazioni di protezione ambientale.

Matera nel Mondo che verrà dovrà rilanciare il concetto che “il suolo è risorsa non rinnovabile e bene comune”, introducendo obiettivi di tutela e di rigenerazione urbana, quindi il censimento di edifici ed aree dismesse, e vincoli di aree rispetto alla pianificazione di consumo di nuovo suolo.

2. Mobilità

I trasporti e la mobilità urbana devono dare maggior spazio a mezzi non inquinanti e favorire una mobilità più rapida con riduzione del traffico privato, che metta al centro la domanda dei cittadini e delle imprese ad avere trasporti puliti ed efficienti anche attraverso un maggiore e più frequente collegamento con i quartieri e pertanto si rende indispensabile:

  • adottare il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) che metta al centro degli spazi urbani il pedone e la mobilità ciclistica, per una città realmente vivibile. E’ fondamentale favorire il trasporto pubblico avvalendosi sia dei bus tradizionali che di quelli elettrici, privilegiando il modello delle corsie preferenziali e disincentivando i parcheggi in centro e tutte le occasioni di mobilità privata non necessaria;

  • collegare con maggior frequenza la città ai suoi borghi (La Martella, Timmari, Venusio), avvalendosi anche dello strumento della prenotazione anticipata da parte degli utenti;

  • introdurre stabilmente la mobilità condivisa sia delle auto (Car sharing) che delle biciclette (Bike sharing) assecondando la finalità di permettere a tutti i cittadini di muoversi per il territorio cittadino, senza essere vincolati a un mezzo di proprietà e ciò alla lunga disincentiverebbe la moltiplicazione delle auto private circolanti;

  • prevedere presso scuole e luoghi di aggregazione zone con limiti di velocità 30 Km/h, rendere gli attraversamenti pedonali rialzati e ben segnalati, specie per le strade ampie e a scorrimento. Il centro storico e i Sassi dovrebbero tendere a una completa pedonalizzazione, eliminando gli abusi dei Pass indiscriminati e implementando in trasporto con navette elettriche.

3. Rifiuti

La strada tracciata con l’avvio della raccolta differenziata “porta a porta” è fondamentale per raggiungere percentuali di differenziazione e riciclo che raggiungano livelli sempre maggiori rispetto alle basse percentuali della raccolta stradale di questi anni, ma è necessario tendere verso la tariffa puntuale per premiare chi produce meno rifiuti.

Gli obiettivi da perseguire dovranno:

  • disincentivare la produzione dei rifiuti stessi, in special modo della plastica e del monouso;

  • promuovere  il riuso dei beni, per dare attuazione  concreta alla strategia “rifiuti zero”;

  • incentivare il compostaggio domestico, ove possibile e quello di comunità;

  • effettuare una campagna d’informazione, innanzitutto alla riduzione della loro quantità già al momento dell’acquisto dei prodotti meno preconfezionati, vuoto a rendere, ecc.


4. Verde Urbano

Passare dal grigio al verde:

  • rafforzare il sistema dei cinque parchi urbani esistenti come cardine della vivibilità dei cittadini e migliorare le interconnessioni, prendendo spunto dalle proposte all’uopo fatte già nel 2012 dal WWF locale nella campagna nazionale “RiutilizziAmo l’Italia” (orti urbani nelle aree contigue e collegamento del Parco dei VI Evangelisti con l‘area degradata e marginale tra la SS.7 e via Conversi, minacciata di ulteriori speculazioni edilizie);

  • prevedere Regolamenti del verde e Piani del Verde a tutela delle aree seminaturali, agro-selvicolturali e di importanza ecologica e paesaggistica e per l’individuazione di “cinture verdi” periurbane;

  • gestire la biodiversità in città con metodi biologici, e che vietino, nel contempo, l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (fitofarmaci e biocidi) nella gestione del verde urbano;

  • favorire forme di partecipazione associativa e popolare  per l’affidamento delle aree verdi ad associazioni, comitati o gruppi di cittadini per stimolare forme di responsabilizzazione e la crescita del senso di appartenenza ai beni comuni.

5. Osservatorio Ambientale Comunale

Ripristinare e consolidare la funzionalità dell’Osservatorio Ambientale Comunale,  quale organismo permanente voluto dell’Amministrazione cittadina nel 2016 al fine di rafforzare e dare continuità alle azioni per la tutela e la valorizzazione ambientale e culturale della Città di Matera, e che, oltre ad attività di monitoraggio, dovrà curare la divulgazione ambientale con la partecipazione e il parere consultivo delle componenti ambientaliste materane, operando in sinergia con l’Osservatorio Ambientale Regionale. Questo organismo comunale di importanza strategica non viene convocato da circa un anno, da quando è stata assunta la decisione di realizzare la VIS (Valutazione dell’Impatto Epidemiologico), finanziata e che al momento non ha trovato attuazione. Servirebbe, quindi, una task force pronta a risollevare le sorti in cui Matera versa, dove il WWF locale ha più volte segnalato:

  • l’inquinamento dei torrenti Gravina e Jesce; 

  • la mancata entrata in funzione di alcuni impianti di depurazione, la realizzazione di altrettanti impianti e la la verifica di reti fognarie in località come Pantano Sarra, Lamione e rione Sassi;

  • la presenza massiccia di topi di fogna nella città di Matera nei tratti compresi tra via Lanera, Via Serrao, Via Vena, stuazione che mette a rischio l’igiene e la salute pubblica.

6. Parco della Murgia Materana

Il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, detto più semplicemente Parco della Murgia Materana, confinante in più punti con il tessuto urbano di Matera, rappresenta un importante valore aggiunto per la città, pertanto, si dovrebbe sviluppare un nuovo sistema di governance con l’Ente Parco e gli altri Shareholder per:

  • favorire i mezzi pubblici a  basso impatto ambientale impedendo stabilmente l’invasione delle auto private e prevedendo parcheggi fuori dall’area del Parco;

  • mettere in sicurezza i sentieri di accesso tradizionali (per esempio, il sentiero 406 da “Porta Postergola” nei Sassi), per quanto riguarda l’accessibilità pedonale ed escursionistica;

  • accrescere l’azione di controllo e monitoraggio delle emissioni del cementificio di contrada Trasanello, confinante con l’area protetta, di cui da anni si denunciano le emissioni odorigene;

  • promuovere il ruolo consultivo delle associazioni ambientaliste per controllare e prendere parte alle scelte che riguardano i delicati ecosistemi dell’area protetta Zona di Speciale Conservazione al fine di evitare le storture e gli obbrobri, come nei progetti imposti nei lavori del cosiddetto Parco della Storia dell’uomo;

  • promuovere l’istituzione stabile di un servizio di controllo e vigilanza nel territorio dell’area protetta, ripristinando e rafforzando un servizio che ha ben operato per soli due anni (2014-2016) recando risultati positivi e benefici in fatto di prevenzione degli illeciti ambientali (come testimoniato dalla Relazione Finale  del servizio svolto depositata presso l’Ente Parco.


7. Diga di San Giuliano

Altra importante area di interesse strategico per la città è rappresentata dalla Riserva Diga di San Giuliano (Zona Ramsar Sito di Importanza Comunitaria), già Oasi naturalistica del WWF ricadente nel Comune di Matera, che necessita di interventi di manutenzione e cura ordinaria, mentre da anni si assiste a scene di degrado, discariche abusive e incendi dolosi. Una località che l’Amministrazione comunale, per parte sua, può contribuire a valorizzare proponendo nuove aree attrezzate (panchine di legno, aree pic-nic cecc.), nelle more del ripristino delle precedenti, attivando sempre azioni di governace con Regione, Provincia e altri soggetti interessati alla gestione e controllo dell’area.

8. Nuove tecnologie

Matera risulta essere l’unica città della Basilicata dove da circa due anni si sta sperimentando la tecnologica 5G, ma nonostante sia passato tutto questo tempo, i cittadini, al di là di generiche rassicurazioni, ancora non riescono ad accedere ad alcun dato rispetto a rilievi epidemiologici e agli effetti derivanti dai nuovi campi elettromagnetici. Le preoccupazioni derivano dalle notizie non confortanti che l’Ispra emana attraverso i propri rapporti in quanto il fondo elettromagnetico artificiale prodotto dalle stazioni radiobase sia in costante aumento in tutta Italia, mentre l’Arpab non è ancora attrezzata per effettuare i necessari monitoraggi previsti per l’implementazione della quinta generazione di telefonia mobile.

Per questa ragione si rende indispensabile interrompere la sperimentazione in atto della tecnologia 5G fino a quando non sarà dimostrata la reale innocuità, in quanto la cura per il benessere e la salute delle persone, vengono prima del profitto.

9. Energia

Matera dovrà untare ad azzerare le emissioni di anidride carbonica e approvvigionarsi al 100% da fonti rinnovabili di energia entro il 2050, attraverso la definizione di una strategia di transizione giusta che porti all’abbandono progressivo di tutte centrali alimentate con combustibili fossili, incluse quelle a gas, che punti a risparmiare e usare in modo efficiente l’energia. Per raggiungere tale traguardo, entro il 2030 bisogna superare almeno la soglia del 55% di energia elettrica da fonti rinnovabili. E’ necessario pertanto, sviluppare un piano di efficientamento energetico tramite un utilizzo “intelligente” degli impianti energivori. Studiare quindi un piano che, anche attraverso il coinvolgimento di cittadini singoli e associati possa favorire la produzione di energia rinnovabile con mini strutture non invasive (esempio su tetti, pensiline, ecc.), al fine di arrivare tendenzialmente all’autosufficienza dei fabbisogni energetici urbani.

10. Attività produttive

Matera risulta essere una delle 29 Città d’Arte e Turistiche ammesse al contributo per gli esercizi commerciali dei centri storici contenuto nel “Decreto Agosto” dal Consiglio dei Ministri, nel contempo l’Amministrazione dovrà porre in essere interventi per migliorare l’innovazione, l’efficienza e l’efficacia del sistema economico e produttivo in maniera coerente con le scelte del Green Deal. Di conseguenza è necessario favorire la presenza di aziende industriali e artigianali, indispensabili anche quale fonte di lavoro, che siano sostenibili a livello ambientale.

Con queste proposte, si chiede a tutti i candidati ed in particolare a chi sarà eletto di passare dalle parole ai fatti rispetto agli obiettivi e agli strumenti già individuati dalla Commissione Europea e dal Governo italiano per favorire la riconversione dei nostri modelli economici e produttivi declinati nel Green Deal secondo quanto sostenuto nel DEF 2020, a incentivare “gli investimenti volti a promuovere forme di economia circolare e a favorire la transizione ecologica aumentando la competitività e la resilienza dei sistemi produttivi a shock ambientali e di salute e perseguendo con fermezza politiche di contrasto ai cambiamenti climatici finalizzate a conseguire una maggiore sostenibilità ambientale e sociale“.

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