Le istituzioni hanno il dovere morale di raccogliere il grido di dolore proveniente dai
soggetti sociali più deboli e di porre in essere immediati interventi per rispondere
positivamente alle loro legittime istanze.
E’ intollerabile che ai lavoratori forestali lucani non vengano ancora erogate le
retribuzioni per diverse mensilità arretrate, che nell’area programma del Basento
raggiungono l’apice perché risalgono addirittura al Novembre 2017.
Esprimo, pertanto, preoccupazione per lo stato di disagio economico-sociale vissuto
dalla platea dei 4000 operai forestali della Basilicata e convinto sostegno alla
piattaforma rivendicativa delle organizzazioni sindacali di categoria, che hanno
promosso per il prossimo 11 febbraio una manifestazione dinanzi la sede della
Regione Basilicata.
Formulo, altresì, l’auspicio che gli organi competenti, nel frattempo, provvedano a
liquidare le spettanze economiche a favore degli operai forestali.
Accanto a ciò sollecito l’immediata attivazione del tavolo tecnico, sinora istituito solo
sulla carta, fra Consorzio unico di bonifica, Regione Basilicata ed organizzazioni
sindacali per pianificare la programmazione degli interventi di salvaguardia
ambientale e di tutela del verde pubblico da effettuare nel corrente anno 2020 e
stabilire la data di riapertura dei cantieri forestali, che non deve oltrepassare il mese
di aprile se si vogliono preservare ed, eventualmente, incrementare i livelli
occupazionali esistenti.
Gli addetti alla forestazione non devono assolutamente essere considerati cittadini e
lavoratori di serie B, anche perché sarebbe ulteriormente intollerabile che alla gente
di montagna, a chi già soffre nei nostri piccoli centri sia tolta anche la dignità di un
lavoro che, seppure precario e parziale, è di fondamentale importanza per le nostre
comunità e per la salvaguardia del territorio e non deve più essere considerato come
una mera forma assistenzialistica di ammortizzatore sociale.

Carlo Trerotola- consigliere regionale “Prospettive Lucane”

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