ALL’UNIBAS INIZIA IL VALZER DEI DIPARTIMENTI: CORSI TRASFERITI DA MATERA A POTENZA E VICEVERSA
LE PROPOSTE DI VOLT: PIU’ SERVIZI E AGEVOLAZIONI AGLI STUDENTI
Nonostante le smentite di rito, l’Unibas si appresta ad una riorganizzazione dei Dipartimenti che impoverisce ulteriormente l’offerta formativa e comporta disagi per gli studenti che hanno già intrapreso i corsi di studio. Una riorganizzazione obbligata, derivante dall’impossibilità di garantire i requisiti previsti, cioè la presenza del numero minimo indispensabile di docenti e ricercatori (in proporzione al numero di studenti) per mantenere i Dipartimenti così come sono attualmente.
Così per quanto riguarda il Dicem – Dipartimento delle Culture e del Mediterraneo – (l’unico attivo nel Polo di Matera), se è stata sventata la chiusura totale grazie alla denuncia di Volt del 9 dicembre scorso, adesso si paventa un pesante ridimensionamento, con il trasferimento a Potenza del corso triennale di Paesaggio, Ambiente e Verde urbano, che confluirebbe nella Scuola di Scienze Agrarie. Gli studenti di Lettere, invece, dovranno fare il percorso inverso: dalla sede potentina di via Nazario Sauro dovranno trasferirsi a Matera.
Decisioni ancora ufficiose, che dovranno passare al vaglio delle formalità, insieme ad un ridisegno dell’intera organizzazione resasi necessaria a causa della grave crisi che attraversa l’Università della Basilicata. Una crisi che può considerarsi strutturale in quanto coinvolge la didattica, l’organizzazione anche territoriale ed il numero degli iscritti: appena 6000, comprese le poco più di 1000 matricole. Nel confronto con tutti gli altri atenei italiani, l’Unibas è quello più fragile e meno attrezzato, anche in termini di servizi e agevolazioni agli studenti.
Nè si intravedono spiragli, almeno nel breve periodo. Le prospettive, infatti, sono tutt’altro che rosee se si guarda al calo demografico: “Talents Venture”, società di consulenza specializzata in istruzione universitaria, ha calcolato un decremento del 10% della popolazione diciannovenne nei prossimi cinque anni in tutta Italia. Nelle regioni del Sud, calcola “Talents Venture”, i giovani dai 18 ai 21 anni scenderanno a quota 414mila nel 2024 contro i 703mila nel 2010. Un calo demografico drammatico, per il quale l’ateneo lucano rischia la desertificazione.
Le proposte di Volt.
In mancanza di una ridefinizione strutturale dell’ateneo della Basilicata, sono necessarie

perlomeno misure serie per contenere l’immigrazione universitaria e incentivare il ritorno in Basilicata degli studenti iscritti agli atenei fuori regione.
Si tratta, in sostanza, di creare un ecosistema favorevole agli studenti, fatto di servizi e di benessere, nonché di incentivi e di agevolazioni. L’Unibas, nonostante gli enormi finanziamenti da parte della Regione (14 milioni di euro l’anno) eroga borse di studio che sono tra le più basse d’Italia: mediamente 2.600 euro agli studenti meritevoli, a fronte dei 4.000 euro delle Marche, ad esempio. Ed anche per quanto riguarda l’esonero delle tasse il nostro ateneo è in fondo alla classifica, stabilendo una soglia Isee per l’esonero totale che è di 21.000 euro (quasi ovunque varia da 23.000 a 26.000 euro, con punte di 30.000 euro). Per non parlare dello studentato: a Matera l’ultimazione dei lavori della casa dello studente era prevista nell’ottobre 2014: ad oggi non è stata ancora completata. Lo scorso mese di novembre sono stati stanziati 7,5 mln di euro che dovrebbero servire ad ultimare i lavori.
L’immobile oggetto di recupero e di ristrutturazione edilizia è il secondo padiglione dell’ex ospedale di Matera, che sarà adibito a residenza per studenti universitari. I finanziamenti coprono l’importo necessario per l’aggiornamento del progetto ed il nuovo appalto dei lavori, che riguarderà le opere impiantistiche, di completamento e finitura, nonché l’acquisto degli arredi per la funzionalità e fruibilità della struttura.

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