Dalmazzini e Fiorini, Suzuki, vincono la Baja Puglia e Lucania. Il ventenne emiliano centra la prima affermazione assoluta della carriera, tagliando per primo al traguardo di Melfi sul Grand Vitara 2.7.   

Travaglia e Versace sono secondi a bordo del Nissan Navara. Con il Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS, sono terzi Spinetti e Giusti ma primi del T2 e del Suzuki Challenge al termine di un avvincente secondo round del CI Cross Country Rally. Cantarello e Colizza vincono la gara del TH su Mitsubishi Pinin

Melfi, 18 maggio 2014 – “Sono passati più di tre anni dall’ultima volta che mi sono ritirato” Fa fatica a ricordarsi esattamente la data Lorenzo Codecà. Effettivamente sono quasi quattro stagioni che il campione della Suzuki vede ininterrottamente, ed in modo vincente, il traguardo delle gare. La striscia positiva del milanese, s’è bruscamente interrotta in occasione della Baja Rally Puglia e Lucania, corso questo fine settimana a Melfi in una competizione condizionata per buona parte dal maltempo. Pioggia, ed anche a tratti la nebbia, che ha caratterizzato anche l’edizione primaverile della gara lucana. Ancora una volta, la manifestazione della Sport Management e Marketing non s’è rivelata una passeggiata, ma una piccola maratona fuoristrada, resa ancor più difficile da un fondo fangoso per buona parte del tracciato.
A farne le spese sono stati quegli equipaggi che non hanno saputo interpretare al meglio la competizione e superare le insidie, oppure hanno rischiato pur di recuperare una posizione persa a causa di un colpo di mano della Dea Bendata. Come nel caso proprio del pilota della Suzuki che ha dovuto lasciare la prima posizione che aveva conquistato nel corso dei primi due settori selettivi, a suon di prestazioni di altissimo livello, per una foratura che gli ha fatto perdere due posizioni. Codecà ha poi concluso la prima tappa risalendo al secondo posto ed, in seguito, ripreso ad alto ritmo nella seconda giornata di gara sino a quando, nei primi chilometri della prova numero sei s’è dovuto definitivamente arrendere per la rottura di una ruota.
Il suo inatteso ritiro ha consentito ad Andrea Dalmazzini e Daniele Fiorini di aggiudicarsi la competizione. L’emiliano della Suzuki, in coppia con il trentenne mantovano Daniele Fiorini, sul secondo Grand Vitara 2.7 V6 T1 schierato dal team della filiale italiana della Casa giapponese, s’è confermato un campioncino di razza rimontando inizialmente ad un errore di percorso, facendosi trovare al terzo posto proprio nel momento che il suo caposquadra lombardo accusava il primo rallentamento e, contemporaneamente, il modenese Lolli si fermava nella morsa del fango, perdendo a sua volta la seconda piazza. Dalmazzini andava così al comando della classifica assoluta e concludeva la prima tappa al comando. Una prima piazza che il ventenne parmense ha successivamente difeso dagli attacchi degli avversari nel corso della seconda tappa, sino al traguardo finale che lo ha visto festeggiare quale vincitore. “sono ovviamente felice, vincere una gara così difficile è un risultato importantissimo, per questo devo ringraziare Daniele, il mio navigatore, e la Suzuki che mi sta dando una grande opportunità”
Ma anche il finale di gara non è stato proprio un momento facile, combattuto dall’emozione della vittoria che stava per arrivare, la prima della carriera, ed il dover mantenere la concentrazione ed il ritmo alto per evitare che Renato Travaglia potesse avvicinarsi. Il trentino, campione di rally votato al cross country, ha disputato una gran gara al volante del Nissan Navara che guidava per la prima volta, lottando con gli avversari ma anche con le difficoltà derivanti dalla imponente mole del fuoristrada, da un problema ai freni, dallo stallonamento di uno pneumatico ed un errore di navigazione nella prima prova cronometrata. Il trentino della Islands Motorsport, affiancato da Tullio Versace alle note, chiude il suo primo baja del 2014 al secondo assoluto, a 2’15” dal vincitore Dalmazzini. “E’ stata una bella gara, che mi ha soddisfatto presentando dei momenti e passaggi difficili. Mi sono proprio divertito, anche perché portarla al termine è stata un’impresa. Abbiamo stretto i denti e ci siamo riusciti piazzandoci anche onorevolmente”
Terzi sul podio, confermandosi nelle posizioni di vertice della graduatoria assoluta di campionato, sono gli elbani Spinetti e Giusti, primi classificati tra i piloti del Gruppo T2 e vincenti nella seconda prova del Suzuki Challenge, a bordo del Grand Vitara 1.9 DDiS della Scuderia Malatesta al termine di una gara accorta e regolare, che alla fine li lancia nelle posizioni di vertice della graduatoria assoluta di campionato. “Sapevo che bisognava prestare attenzione, il Puglia non facile in queste condizioni ed alla fine la costanza ci ha premiato”

Ottimi quarti, secondi del T2 e del Suzuki Challenge, si piazzano i fratelli siciliani Mirko e Mike Emanuele, tenendo testa al veemente attacco di Luchini e Bosco nel finale della seconda tappa che li ha visti velocissimi sulla prova, realizzando il miglior crono negli ultimi due passaggi della giornata, ma quinti assoluti e terzi del T2 e del monomarca Suzuki.

Anche Lolli e Forti si sono segnalati per le prestazioni assolute a bordo del Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS, col quale hanno occupato la seconda piazza assoluta sino al terzo settore selettivo della prima tappa, e poi ritirarsi al termine della prima tappa. Petrucci e Manfredini sono stati altri protagonisti sfortunati della competizione lucana, subito al vertice della classifica nei primi chilometri di gara, sono stati rallentati nella seconda frazione di gara da un problema tecnico al Great Wall.
Mai in gara i due piloti polacchi presenti ed a caccia di punteggi per le classifiche del CEZ, Central European Zone Cross Country Rally Trophy, con il solo Bialkowski al traguardo, seppure nelle retrovie, mentre Komornicki s’è ritirato.

Cantarello e Colizza vincono la gara del TH su Mitsubishi Pinin, precedendo con margine Ananasso e Musi col Mitsubishi Pajero 3.2 DiD, ed Aronne Travaglia, figlio di Renato, in gara sul Daihatsu Rocky 2.8

Classificato lontano dalla top five è il romano Petrucci, navigato dal bresciano Manfredini, dopo aver fatto intravvedere un buon potenziale al volante del Great Wall e presente nelle prime posizioni nelle frazioni cronometrate di inizio gara, ma fermamente convinto di portare a conclusione la gara. “Avevamo iniziato bene, poi l’appannamento del vetro anteriore ci ha costretto a fermarci e scendere per pulire le bocchette dal fango accumulato. Abbiamo perso tanto tempo, ma qualche bella prestazione è arrivata in prova e ci da fiducia per il futuro. Siamo sulla strada giusta.”
Sono diversi i piloti che hanno da recriminare per essersi dovuto fermare o rallentare lungo la terza frazione, imprigionati dalla morsa del fango: a cominciare da Elvis Borsoi, con il Mitsubishi Pajero a benzina del Gruppo TH, per passare a Lolli, Accadia e Bordonaro.

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