Pochi mesi oggi in politica sembrano secoli e tutto sembra vecchio e logoro, da dimenticare, perché ormai lontano anni luce. Così appaiono le tante, troppe situazioni che quotidianamente si verificano ad ogni latitudine e longitudine di questo globo. Tutto va nel dimenticatoio, anche e soprattutto perché

l’assuefazione collettiva ormai è talmente tanta che solo quando le situazioni raggiungono livelli insopportabili esse sfociano in protesta, ribellione e in stravolgimento dello status quo anche con metodi forti.

E quindi c’è da chiedersi dove è finita la questione morale, che tanto ha coinvolto la società italiana a partire dal 1992 in poi e che pure è stato il cavallo di battaglia di talune formazione politiche?

Nonostante il ripetersi in maniera sistematica, dai livelli nazionali a quelli locali, di fenomeni in cui la corruzione pubblica, la collusione con ambienti malavitosi, l’arroganza e la prepotenza politica, l’ingerenza sistematica nella vita quotidiana dell’azione politica, la mancanza di trasparenti prassi democratiche, l’impotenza di una Magistratura capace di assicurare ambienti affidabili e quindi attrattivi per viverci, per progredire, per investire, per assicurare pari opportunità a tutti, l’opinione pubblica sembra allontanare dalla propria attenzione questi temi.

É come se la gente si fosse arresa, come ci si può arrendere di fronte ad una malattia cronica, con cui ci si deve per forza convivere; una malattia che non può essere assolutamente curata e quindi bisogna rassegnarsi, perché è talmente diffusa e diramata (non essendo allo stato di cose immune alcun apparato pubblico o privato), che se anche si dovesse sconfiggere da qualche parte, riesploderebbe altrove in situazioni similari in forma più virulenta ed aggressiva.

Sembrerebbe come la risposta dei virus che nel giro di qualche generazione, per noi trattasi solo di pochissimi giorni, reagiscono ai medicinali rendendoli praticamente inefficaci. É quello che da tangentopoli in poi è successo con modalità ed estensione addirittura moltiplicate. Non passa giorno che le cronache nazionali e locali non ci propinano notizie di fatti malavitosi, di mala amministrazione e di vera o presunta collusione tra politica e malaffare.

La conclusione porterebbe a pensare che dovremmo rassegnarci, non essendoci antidoti o metodi anticorruttivi capaci di sconfiggere definitivamente questo mal costume dilagante. Eppure, come per gli antibiotici la scienza continua a mettere in campo prodotti nuovi e sempre più efficaci contro le malattie virali, così le società devono trovare i giusti anticorpi per migliorare le proprie condizioni di civiltà e di democrazia. Se così non fosse saremmo già in preda alle organizzazioni malavitose (mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona, basilischi, ecc. ecc.).

Bisognerà allora elevare molto il senso civico a partire dalle famiglie e dalla scuola per passare al mondo politico-amministrativo e al ruolo essenziale dei partiti e degli organismi sociali ed imprenditoriali. Molto dipenderà da come si dovrà procedere alla scelta degli amministratori della cosa pubblica, che in questi ultimi venti anni è profondamente decaduta, a causa degli attuali sistemi elettivi dal livello nazionale a quello dei comuni. Sono sistemi che vanno profondamente rivisti e non soltanto nella riduzione della loro rappresentanza, ma principalmente puntando sulla qualità degli eletti e potendo ricreare nei comuni situazioni di convivenza civile che sono profondamente mutate e lacerate. L’aver voluto poi riconoscere le indennità di carica ha generato una rincorsa alle cariche pubbliche, divenendo per taluni una vera e propria occupazione. Si è ritenuto in maniera ingannevolmente che le indennità potessero far venir meno il verificarsi di azioni illeciti. Allora bisogna partire proprio dalle amministrazioni locali per ricercare un sistema elettorale, che, pur assicurando la libera scelta degli elettori, garantisca la qualità degli uomini, la correttezza amministrativa, il risparmio della spesa pubblica senza con ciò deprimere la rappresentanza democratica. Ma di questo proveremo a parlarne più diffusamente nel prossimo articolo.

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