Due interrogazioni riguardanti ancora una volta l’utilizzo di personale interinale presso i dipartimenti della Regione Basilicata. La prima per verificare le disposizioni approvate con la determina della dirigenza dell’Assessorato alla Sanità n. 72AB.2011/D.00084 che rinnova il rapporto per due lavoratori interinali evidenziando la carenza di organico e…………………..

 “l’assenza di tali professionalità potrebbe far subire inopportuni rallentamenti a scapito del prosieguo dei lavori ovvero degli adempimenti dovuti”. L’altra per sapere dal 1 gennaio 2011 la situazione generale in Regione Basilicata delle assunzioni con contratti interinali e le ragioni che hanno indotto a questo tipo di scelta. Non vorremmo, invece scoprire, che dietro l’assenza di professionalità vi sono nuovamente nomi illustri tra questi elenchi che con il sistema “dell’iscrizione interinale” arrivano in Regione.Sia chiaro questa non vuole essere una crociata contro i precari, anzi al contrario, per l’ennesima volta riveliamo che la criticità a detta dei responsabili regionali è la mancanza di personale interno e specializzato, dovuta, questo lo diciamo noi, alla politica e a quindici anni di politiche clientelari, utili ad accontentare le richieste che vengono dalla filiera elettorale, e sia per l’assoluta mancanza di volontà di dotarsi di una pianta organica completa. Una persona che ha un lavoro sicuro e garantito nella continuità e nei diritti è un cittadino libero dalla sudditanza politica, mentre di contro un soggetto che lavora e vive precariamente rimane sempre “schiavo” dipendendo la sua sussistenza dalla volontà e discrezionalità altrui. Il ricorso ai contratti atipici è destinato a crescere a dismisura se non si attuerà una seria programmazione dei turn over presso la Regione Basilicata e gli enti regionali, e più passerà il tempo, maggiori saranno le difficoltà. Fermarsi un attimo a riflettere per trovare una soluzione politica condivisa tra Istituzioni, Rappresentanti delle Categorie e della Società Civile per attuare un vero “piano di Emergenza Lavoro” che delinei una strategia comune tra Pubblico e Privato. Oppure, come si sta facendo, continuare con misure tampone quali il reddito ponte, work experience e mille altre bizantine formule che poi nascondono la realtà: redditi minimi di sussistenza. O peggio, continuare a mascherare la realtà con i “precari istituzionali” che possiamo definire indubbiamente “raccomandati politici”, una schiera fortunata e ben protetta da un élite. Su un tema cruciale quale l’occupazione e le politiche per favorirla sono convinto che la soluzione la si possa trovare in un “Nuovo Contrattualismo Pubblico e Privato”, come il gruppo Pdl in Regione propose in una mozione presentata il 27/10/2010 che ad oggi non ha avuto la “fortuna” di essere ancora discussa in Consiglio regionale.Vogliamo continuare con una maggioranza che seguita a collocare amici e figli di amici ed una minoranza che puntualmente controlla e punta il dito, mentre i disoccupati restano sempre disoccupati, oppure si ha il coraggio di affrontare seriamente il problema?

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