“Ricorda il Presidente dell’Aato che l’acqua è un bene primario, necessario per vivere? Sanno i sindaci che votando, in rappresentanza di 277.686 cittadini, a favore dell’aumento della tariffa hanno deciso di gravare ulteriormente sulle già provate tasche dei cittadini con un aumento dei costi dell’acqua che arriva a punte del 17 per cento?”

È quanto chiede, in una nota il capogruppo di AN in Consiglio regionale, Antonio Tisci, per il quale “non basta dire che l’aumento è necessario, bisogna chiarire perché e soprattutto quali costi siano aumentati”.
“Ci dica il Presidente Aato – continua Tisci – perché il costo dell’acqua è così salato pur essendo la nostra una regione che produce acqua e che non l’acquista.
Ci dica quanto incide realmente sulle bollette il costo della conservazione e della distribuzione dell’acqua e quanto, invece, il costo del carrozzone che governa la risorsa idrica.”
Per l’esponente di Alleanza Nazionale resta da chiarire cosa abbia spinto i sindaci a votare contro gli interessi e i bisogni dei propri concittadini consentendo che l’acqua venisse trattata alla stregua di un bene di lusso e, al contempo, è auspicabile che gli stessi sindaci abbiano il coraggio di dire ufficialmente ai propri cittadini che l’esborso in più è anche stato volontà loro e che senza il loro voto quel esborso non ci sarebbe stato.
“La scelta fatta dall’AATO appare legata ad una totale non conoscenza della situazione economica delle famiglie lucane cosa che si appalesa nella dichiarazione del Presidente il quale riesce a ritenere che l’aumento praticato sia addirittura contenuto.
In realtà da una lettura anche superficiale della tariffe l’aumento è tutt’altro che contenuto e soprattutto destinato ad aumentare negli anni.”
Il Presidente Tisci ha poi concluso affermando che “è opportuno rimodulare la politica della gestione dell’acqua nel senso di prevedere una riduzione degli sprechi, e in particolare di quelli non strettamente necessari alla conservazione e alla distribuzione dell’acqua, perché i disservizi e gli sperperi non gravino sempre sulle famiglie lucane.”

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