Sostenere il tessuto sociale e produttivo della Basilicata. E’ questo l’obiettivo degli interventi messi in campo dal governo regionale nel 2011. Un anno particolarmente difficile a causa della crisi economica, che si è manifestata con tutti i suoi effetti negativi.

Gli interventi avviati hanno inteso semplificare i processi di governo del territorio, mettere a valore le sue risorse, rafforzare il sistema produttivo della regione, per affrontare il 2012 con programmi concreti per la Basilicata.

Dal punto di vista della governance territoriale, il 2011 è stato l’anno che ha visto nascere le Aree programma, in sostituzione delle disciolte Comunità montane. La riforma, a costo zero, attribuisce alle Amministrazioni locali un ruolo fondamentale nella gestione del territorio e incentiva l’associazionismo tra i Comuni. Così non c’è spreco e sono ottimizzate le risorse a disposizione degli Enti locali. L’unione dei Comuni, inoltre, può garantire servizi essenziali per la collettività, che altrimenti non sarebbe stato possibile fornire.

Nello sforzo di arginare la difficoltà del sistema economico, la giunta guidata dal presidente Vito De Filippo ha dato vita a un “patto” con le forze datoriali e sindacali. “Obiettivo 2012” non è solo un documento ma è il risultato di una concertazione con Confindustria, Cgil, Cisl e Uil sulle azioni da mettere in campo per la ripresa economica della Basilicata e l’occupazione. Otto interventi sono stati già avviati, altri lo saranno nel 2012, per un totale di 150 milioni di euro.

L’anno che si è concluso è stato caratterizzato anche da una fitta interlocuzione con il governo nazionale. Prima di tutto sulla risorsa petrolio. Il memorandum sottoscritto ad aprile 2011 con lo Stato ha riconosciuto il contributo fondamentale della Basilicata alla bolletta energetica del Paese. Un ruolo che, però, deve avere come contropartita crescita, sviluppo e occupazione e aumentare la competitività del territorio. Una scelta, però, che non ha messo da parte l’attenzione riguardo all’impatto che l’estrazione petrolifera può avere su ambiente e salute. Proprio questi temi sono stati al centro di una Conferenza internazionale, che ha avuto come location la Basilicata, e che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti nazionali e stranieri. La contestuale inaugurazione dell’Osservatorio ambientale in Val d’Agri consente, con l’ausilio dei Centri di ricerca, di mettere insieme i dati per garantire un’efficace azione di tutela e valorizzazione ambientale nelle aree interessate dall’industria petrolifera. Sempre, a proposito di ambiente, sono stati intensificati i controlli su siti ritenuti “critici”, quali il Cova, il Pertusillo (il cui stato migliorerà con la messa in funzione dei quattro depuratori di Tramutola, Spinoso, Grumento Nova e Montemurro) e il fiume Noce. In seguito al caso Fenice, il governo regionale ha varato il Tavolo sulla trasparenza, con l’obiettivo di far chiarezza sull’impianto di termovalorizzazione di Melfi.

Il 2011 è stato segnato anche dalle iniziative per far fronte alle criticità causate dall’alluvione che ha devastato il 1 marzo scorso vaste aree della fascia jonica metapontina. La Basilicata è intervenuta con 7,5 milioni di euro e si è attivata, in un lungo confronto nei tavoli regionali e nazionali, per individuare le risorse economiche indispensabili a risarcire le aziende e a mettere in sicurezza il territorio.

L’interlocuzione con il governo centrale, inoltre, ha consentito lo sblocco dei fondi Fas, che in base all’intesa del Piano Sud contribuiranno al potenziamento del sistema infrastrutturale con l’aggancio all’alta velocità ferroviaria e lavori su 13 arterie stradali essenziali per i trasporti.

In base a precedenti accordi con l’allora ministro Raffaele Fitto e il Commissario europeo alle Politiche regionali Johanns Hahn, è stata firmata un’intesa per accelerare la spesa dei fondi europei concentrandoli su misure anticrisi e cioè istruzione, banda larga, occupazione e trasporti.

Per rimanere in tema di fondi comunitari, in agricoltura si è riusciti a perseguire l’obiettivo di spesa fissato nel piano finanziario del Piano di sviluppo rurale e a scongiurare il pericolo del disimpegno automatico delle risorse. Per cogliere il risultato si è lavorato attraverso l’indizione dei bandi, l’istruttoria di migliaia di domande, l’esame di progetti assai complessi e quindi si è pervenuti alla liquidazione dei finanziamenti ai beneficiari nel termine del 31 dicembre.

Nel 2011 sono stati confermati, inoltre, i buoni risultati di impegno e di spesa delle risorse del Fondo sociale europeo (Fse), evitando, anche in questo caso, il disimpegno automatico. Le principali tipologie di operazioni attivate hanno riguardato l’integrazione tra il mondo della ricerca e quello del lavoro, tirocini e work esperienze, servizi e attività di accompagnamento per sostenere l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale. Sono proseguite le attività legate alla Misura “Un ponte per l’occupazione”. E, per avvicinare la formazione ai bisogni espressi dal mondo del lavoro, è stato istituito il Repertorio dei profili professionali, che definisce i contenuti di figure spendibili sul territorio nazionale ed europeo.

Per rafforzare il sistema delle imprese si è agito, ancora, su tre fronti: credito, semplificazione e innovazione. Sul versante delle garanzie bancarie alle imprese, è operativo il Fondo di garanzia regionale per gli investimenti e sono già diversi gli istituti di credito convenzionati, sia per il Fondo Fesr (per gli investimenti), sia per il Fondo sul circolante. Sono stati finanziati interventi per lo start-up di nuove imprese in settori innovativi e in quello della società dell’informazione e per lo spin-off che prevede lo sfruttamento economico dei risultati della ricerca scientifica. Numerose le iniziative imprenditoriali finanziate con i bandi Valbasento, Val d’Agri e Pmi Micro – Piccole e medie imprese e quelli attivati con i Piot per il turismo.

L’anno trascorso ha gettato le basi anche per una riforma del sistema sanitario regionale. La Basilicata è l’unica regione del centro – Sud Italia che non ha dovuto sottoporsi a piani di rientro dal deficit sanitario.

Non è un fatto formale, ma riguarda direttamente i cittadini: l’equilibrio dei conti ha consentito la permanenza al valore minimo dell’addizionale Irpef regionale ed il mantenimento dell’autonomia decisionale della Regione sul suo sistema sanitario, sugli obiettivi di salute e sui servizi inerenti i diritti di cittadinanza.

E’ in dirittura d’arrivo il Piano regionale integrato della Salute, da gennaio 2012 è partita la riforma della rete ospedaliera, un ruolo di primo piano è stato assegnato alla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza e di continuità assistenziale e hanno avuto il via progetti per il benessere e la salute dell’infanzia.

Intenso, infine, il dibattito sulle scelte effettuate sui ticket aggiuntivi imposti dallo Stato sulle ricette farmaceutiche e sulla specialistica ambulatoriale, che nei giorni scorsi è stato rimodulato sulla base del reddito familiare Isee.

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