Giovedì prossimo la Conferenza dei Presidenti delle Regioni assumerà una posizione in merito al Decreto Legge 112/2008, che, tra l’altro, contiene alcune disposizioni relative ai settori del petrolio e del gas. Il Presidente De Filippo ha inviato una lettera al Presidente della Conferenza, Vasco Errani, che di seguito pubblichiamo:

“In vista del confronto in sede di Unificata sul D.L. n. 112/2008, mi permetto con la presente di evidenziare all’attenzione della Conferenza dei Presidenti il contenuto iniquo e distorsivo delle disposizioni relative ai settori del petrolio e del gas (art. 81): settori di interesse vitale per una regione, come la Basilicata, che, com’è noto, contribuendo per oltre il 74 % alla produzione annua nazionale di idrocarburi e per oltre il 10% a quella di gas naturale, sostiene in maniera significativa il bilancio energetico del Paese.E’ appena il caso di ricordare che la produzione annua di petrolio estratto dal territorio della Regione Basilicata ammonta a 4313 kTep, pari a quasi 31,8 milioni di barili all’anno, di cui 30,3 milioni assoggettabili a royalties, rispetto ad una produzione complessiva italiana di 5758 kTep, pari a 42,43 milioni di barili all’anno, cui vanno aggiunti 910 kTep di gas metano.Ebbene, l’art.81 del summenzionato D.L. n. 112/2008 introduce a carico dei titolari delle concessioni di coltivazione di idrocarburi un’aliquota del prodotto della coltivazione aggiuntiva rispetto a quella stabilita dal D.Lgs. n. 625/1996, per un introito che, relativamente alle estrazioni effettuate in territorio lucano, calcoliamo possa oscillare tra i 270 e i 570 milioni di euro (in ragione della fluttuazione del valore annuo medio del brent): una royalty elevata a favore esclusivo dello Stato, senza alcun beneficio riconosciuto al territorio investito dalle attività estrattive.Comprenderai la rilevanza che una tale norma riveste per una regione che vede oltre il 60% del suo territorio interessato da concessioni di coltivazione, permessi di ricerca e istanze per ulteriori permessi, e dunque il suo forte, legittimo interesse alla modifica di una disposizione assolutamente iniqua, che esige di essere perequata in maniera sostanziale, ad es. con una devoluzione del maggior introito in misura paritaria tra Stato e Regioni-Autonomie Locali.Ma, oltre che in via circostanziale, mi permetto di sollevare la questione anche e soprattutto in via di principio per la speciale valenza politica che la salvaguardia e la riaffermazione dei diritti e delle prerogative delle istituzioni regionali e locali in materia di valorizzazione delle risorse territoriali assume alla vigilia del confronto sul federalismo fiscale".

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