L’arroganza di chi riveste incarichi pubblici non ha limiti. In Basilicata, l’arroganza e il dispregio delle leggi sono oramai pane quotidiano per chi riveste posizioni apicali, che, messi lì dalla politica, si fanno beffe della legge e dei Lucani.    

 

Apprendo che, con delibera n. 141 del 7 luglio scorso, il Direttore Generale uscente dell’Arpab, che dovrebbe solo gestire l’ordinaria amministrazione fino all’insediamento del successore, fa pubblicare un nuovo avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio per la creazione di una long list di esperti per il conferimento delle attività di supporto per il progetto di monitoraggio ambientale. Un avviso che non prevede alcun diritto all’incarico e che utilizza i metodi di selezione alquanto discutibili.

Tale provvedimento, oltre che contro le norme generali in materia di prorogatio dei poteri, è in netto contrasto con la delibera del Consiglio regionale n. 377 del 20 novembre 2012, che, accogliendo una mia mozione, vincola le collaborazioni esterne a tempo determinato della Regione e degli enti sub-regionali all’espletamento di una selezione pubblica per titoli ed esami. In poche parole, le long list sono bandite. Pertanto, quello del direttore uscente dell’Arpab è un atto inopportuno, vista la scadenza dell’incarico, e totalmente illegittimo.

Il deliberato del Consiglio è chiaro. Ma non si sa come mai gli Uffici e la Giunta tendono a ‘dimenticarsene’ facilmente. Proprio per questa ragione, il 25 marzo scorso ho presentato una mozione con la quale chiedo che la Giunta s’impegni a revocare tutte le long list di collaboratori esterni a tempo determinato della Regione e degli enti sub-regionali e a invitare tutti i Dipartimenti ad applicare la delibera 377/2012.

La battaglia contro le assunzioni fatte tramite collaborazioni esterne, senza l’espletamento di concorso, e contro la poca trasparenza delle selezioni mi vede in prima linea da sempre. Difendere i tanti, giovani e non senza ‘padrini politici’, da chi pensa di poter agire senza il rispetto delle regole e tutelarli dalle scorciatoie che vengono messe in piedi per i raccomandati non è solo una questione di buon senso ma anche di giustizia sociale che un buon amministratore deve sempre perseguire. Il Presidente Pittella dovrebbe sapere che la ‘rivoluzione’ parte da questo. Il resto sono solo chiacchiere.

Per la legalità, il rispetto delle regole, la tutela dei Lucani ci sono sempre stato e sempre ci sarò.

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