regione-bas-palazz-a(1)HACKERAGGIO AI SITI LUCANI/ sardina ribelle: quando la politica tace ecco che arrivano le azioni CHE NON CONDIVIDO

LA SARDINA LUCANA ANTIPETROLIO E ANTI SANTORI:

Atti vandalici informatici di Anonymus non sono la risposta, la risposta devono darla partiti e movimenti.

Sul petrolio le sardine prendano una posizione chiara. E stiano coi cittadini che chiedono salute e felicità.

In merito alla vicenda dell’hackeraggio dei siti istituzionali lucani esprimo profondo dissenso per metodi che non condivido.

Le istituzioni vanno ‘attaccate’ sul piano della dialettica anche aspra e del confrontro/scontro politico.

Il vandalismo informatico non è mai la risposta.

La risposta, come suggerivo a Santori e alle Sardine nella mia plateale azione di disturbo, è la politica stessa e la condivisione dei temi cari ai cittadini.

Nella fattispecie la politica energetica in Basilicata.

Le Sardine avevano ed hanno ancora la possibilità di vedere nel mio gesto non un’isolata azione di individualismo mediatico ma un sentimento diffuso della base (tante sardine lucane e non solo mi stanno scrivendo condividendo nella sostanza quello che ho fatto) che vuole chiarezza ad esempio su un tema fondamentale per la Basilicata: il petrolio.

E’ stato appena firmato un accordo tra Total e Regione e i lucani riceveranno indirettamente 28 euro a testa all’anno.

Sono sufficienti per rischiare l’inquinamento delle falde acquifere, la devastazione delle foreste e la cementificazione di siti e strade di accesso, i tumori, la possibilità di ‘risvegliare’ la sismicità locale?

A giorni sarà rinnovato l’accordo con Eni (nel 1998 si previde un rinnovo decennale, ora sarà ventennale).

E ancora: è giusto che la Total (ed Eni) paghino loro stessi i ‘controlli ambientali’?

L’Arpab di Basilicata ha dichiarato che non era pronta ai controlli di Tempa Rossa, perchè è stato fatto partire lo stesso il centro oli?

Sono escluse le ‘perforazioni orizzontali’ che tanto spaventano i lucani? Abbiamo la certezza che siano vietate?

Abbiamo la certezza che non si attinga dalle dighe che si stanno svuotando, l’acqua che serve all’estrazione?

Le Sardine lucane e nazionali possono ancora, anzi devono, fare quello che in questi anni né la sinistra né la destra hanno voluto e saputo fare: controllare controllare controllare (visto che tornare indietro non si può). E poi: evitare evitare evitare che le nuove concessioni ora ferme fino a giugno siano rilasciate.

Sarebbe il disastro TOTAL della Lucania, dei suoi boschi, dei suoi fiumi, della sua cultura, dell’economia di un’intera terra.

Perciò io dico come grido (e grido politico era quello con Santori): sardine svegliatevi e aiutate i cittadini lucani nella loro giusta causa: una Basilicata con meno petrolio e più aglio (cioè terra, ambiente, salute, cultura).

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