Care lucane e cari lucani,
per i credenti, la Pasqua è la festa più importante dell’anno perché individua una nuova fase.
Il Passaggio. Da uno stato ad un altro.
Per gli Ebrei dalla schiavitù alla liberazione, per i Cattolici la Resurrezione che arriverà dopo la Morte.

Ed anche noi stiamo assistendo ad un lungo periodo di ristrettezze e ci apprestiamo a vivere una nuova fase.

Dobbiamo però essere ancora cauti.

Innanzitutto perché il morbo non è stato ancora sconfitto.

Manca infatti il vaccino che possa mandare definitivamente questo virus in soffitta.

E poi perché anche quando l’emergenza finirà, dal punto di vista sanitario, rimarrà quella economica.

E’ di entrambe che vi voglio parlare oggi.

Parliamo di quella sanitaria.

Stiamo combattendo in tutti i modi possibili questa pandemia.
Lo stiamo facendo noi, – sostanzialmente con i fondi della Regione – fornendo quanto occorre a chi è in prima linea.
Con tutte le difficoltà degli approvvigionamenti del caso.

Ed è mia intenzione formulare un forte ringraziamento a tutto il personale sanitario, ma non solo, che quotidianamente combatte il Covid19.

E con loro voglio ringraziare tutti quanti sono impegnati in queste ore anche nei servizi considerati essenziali:
dagli autotrasportatori a quanti impegnati nella piccola e grande distribuzione, e in tutti i servizi che ci permettono di andare avanti in questa tristissima fase.

Voglio ringraziare tutti loro perché con spirito di servizio ed abnegazione ci hanno permesso di stare a casa in sicurezza.

I dati sanitari di questi giorni ci dicono che in Basilicata il virus ha subito un rallentamento. Complessivamente siamo tra le regioni italiane che hanno ancora un numero basso di contagiati.

E’ presto però per dire che siamo usciti dal tunnel.

E’ certo, però, che anche qui questo male invisibile ha lasciato una scia di morti.

Il mio pensiero va a quanti hanno perso i loro cari a causa del Covid19.

Per quanti sono positivi, ma sono a casa, abbiamo istituito unità speciali.

Le squadre anti Covid, attualmente tutte operative, ci permettono di monitorare gli ammalati nelle loro abitazioni.

Stiamo anche facendo da tempo ispezioni nelle residenze per anziani perché vogliamo assicurarci che le condizioni di salute dei nostri cari siano sotto controllo,
specialmente in un periodo fragile come può essere quello della terza età.

In queste ore con la Giunta ci siamo posti anche il problema di iniziare a programmare la fase due, anche dal punto di vista economico.

Alcuni provvedimenti ho avuto modo di spiegarveli compiutamente nei giorni scorsi.

Quelli dei quali vi ho parlato sono serviti a tamponare l’emergenza e a garantire un minimo di tranquillità alle fasce più disagiate. Come la “Covid Card” o il prestito a
tasso zero a partite Iva e società cooperative.

Ma mi rendo conto che questo non basta.

Ci vogliono interventi mirati che devono servire a rimettere in piedi un tessuto produttivo che la crisi ha contribuito a mettere in difficoltà.

Mai come ora dobbiamo impegnare tutte le nostre risorse, oltre che a potenziare le reti sanitarie, anche a garantire la nostra regione un ruolo importante sui mercati nazionali ed internazionali.

Da un lato, implementando una politica che garantisca alla Basilicata infrastrutture degne di questo nome, dall’altro garantendo concrete misure di sostegno a chi investe o ha chi ha già aziende in Lucania.

Ma ritengo necessario pensare anche al grande popolo delle partite Iva che, quando non nascondono lavoro nero o sottopagato, sono in realtà il tessuto connettivo della nostra Basilicata.

Ed è per questo che noi dobbiamo puntare a politiche che aiutino i possessori di partite Iva a superare questo momento.

Quindi le misure che dovremo adottare da un lato dovranno garantire la piccola e media impresa lucana dall’altro il mondo delle professioni.

E per essere ancora più chiaro mi riferisco anche ai tanti artigiani che sono una risorsa non solo per il tessuto industriale ma anche per quello enogastronomico e turistico.

Insomma la nostra regione ha un ruolo geografico centrale all’interno del Mezzogiorno, ma dobbiamo fare in modo – tutti insieme – che lo abbia anche dal punto di
vista economico e politico.

Per fare questo c’è bisogno dell’apporto di tutti voi che siete a casa, ma anche dei sindacati, delle organizzazioni datoriali, dell’ università, del mondo delle professioni.

Se c’è una cosa che credo abbiamo imparato in questi giorni è che questo virus lo si sconfigge grazie al contributo di tutti, ed è una lezione che dobbiamo utilizzare anche per la ripresa.
Capisco le vostre preoccupazioni.

Sono quelle di tante famiglie che guardano con sfiducia al loro futuro e a quello dei loro figli.

Le capisco e le comprendo.
Vi voglio dire però che non ci dobbiamo abbattere.

Abbiamo le capacità, insieme, di poter vincere questa battaglia.

Da questo punto di vista rivolgo un particolare ringraziamento a tutte le forze politiche presenti in Consiglio – maggioranza ed opposizione – che hanno mostrato in questa fase un particolare equilibrio.

Come pure voglio ringraziare tutti i corpi sociali intermedi da quelli professionali a quelli dei lavoratori.

Con loro appena avremo deciso le misure che vorremmo adottare apriremo un proficuo confronto nell’interesse ditutta la comunità lucana.

Ed ora permettetemi di rivolgervi a tutti voi facendovi i miei migliori auguri di una Santa Pasqua.

Perché anche nella tristezza del momento per i nostri amici scomparsi, e per tutti quanti noi chiusi nelle nostre case, dobbiamo imparare a guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Perché, come vi ho sempre detto, insieme ce la faremo.

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