Questi ha sostenuto di essere un uomo di destra e come tale con un onore da difendere e senza saluti romani da dover dispensare. E meno male.     

Di saluti romani, in Fratelli d’Italia, non se ne fanno e il riferimento del Sindaco è inopportuno, sintomo di acredine e politicamente inaccettabile.

Ha ricordato di avere un impegno con la città, dimentico dei tanti impegni presi, da uomo d’onore qual si vanta di essere, con i vecchi alleati. Nei confronti della città avrebbe dovuto essere più responsabile, invece, facendosi da parte, ma tant’è.

Per essere una giunta di larghe intese è una giunta che fa sorridere non avendo come sostegno neanche l’intero PD. Per essere, poi, una giunta programmatica, beh, alla presentazione della stessa doveva fare immediato seguito l’illustrazione del programma che, però, rimane ancora segreto. E questo dà la cifra politica di questa giunta rabberciata, senza un colore, senza un’anima ma con un bel denominatore comune: la sedia.

Una giunta neanche rispettosa della presenza femminile dettata normativamente, con un assessore alle pari opportunità donna, che dovrà impegnarsi appunto per le pari opportunità in un organismo che le viola impunemente. Un buon inizio, non c’è che dire.

Il sindaco ha anche spiegato perché defenestrò l’assessore Margiotta, pare una diversità di opinioni su un documento, con ciò dimostrando che con De Luca non si possono avere opinioni diverse dalle sue. Dell’altro licenziamento non ha offerto giustificazioni. Ma non le vogliamo neanche, se devono essere così pietose come le prime.

Nota positiva: il pellegrinaggio in cerca di una nuova maggioranza del Sindaco dovrebbe essere terminato; ora, come dice, può scardinare il sistema dal suo interno; staremo a vedere se riuscirà a governare questa città che, di schiaffi, ne ha presi fin troppo negli ultimi decenni.

Avrà finalmente un’opposizione decisa, questo è l’unico dato certo.

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