IL M5S SPINA NEL FIANCO DEI COMITATI D’AFFARI LEGATI ALLA CATTIVA POLITICA E ALLE IMPRESE SCORRETTE “Sulle numerose emergenze ambientali che riguardano la Basilicata e in generale le regioni del Sud occorre fare un po’ di chiarezza. 

Bisogna capire se a prevalere devono continuare ad essere gli interessi economici delle imprese, delle multinazionali e delle lobby politiche che li sostengono, oppure devono essere i cittadini, la loro salute e la tutela dei territori in cui vivono”.

Lo sostiene in una comunicato stampa il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini.

“Il M5s non ha dubbi da che parte stare, – afferma Pedicini – ed è per questo che, da quando è nato, è diventato la spina nel fianco di chi per decenni ha distrutto il nostro ambiente senza dare conto dei danni che produceva.

In Basilicata, – continua il pentastellato – sono tanti gli esempi di alto rischio ambientale e di gestioni dissennate in mano a comitati di affari legati a politica, imprese e multinazionali: estrazioni petrolifere e smaltimento dei fanghi; traffico di rifiuti e discariche; Valbasento e ex Liquichimica da bonificare; termodistruttore Fenice; Enea di Rotondella; Centrale Enel del Mercure.

Su ogni singola situazione il M5s, attraverso noi portavoce, – sottolinea Pedicini – tiene alta l’attenzione e non consentirà più a nessuno di plagiare i cittadini con i ricatti per il posto di lavoro o con campagne di comunicazione fuorvianti e falsate. Opereremo con rigore, con dati scientifici alla mano e con la competenza di tecnici ed esperti, e saremo pronti a collaborare con la magistratura e con le istituzioni preposte che si dimostreranno corrette e trasparenti.

Per andare in questa direzione, – evidenzia il portavoce del M5s – abbiamo lanciato, grazie a dei fondi europei che il M5s non spende in cene e regali, il Progetto Punto Zero, un’iniziativa per il controllo e la verifica delle zone a rischio ambientale del territorio italiano. Un organismo di controllo indipendente, in mano ai cittadini, che serve come pungolo e come confronto con i dati delle Arpa regionali. Con la differenza che le analisi del nostro Punto Zero verranno fatte prima che l’emergenza ambientale si verifichi e serviranno a dimostrare che un’area è stata colpita da fenomeni di inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo a causa di diossine prodotte da un inceneritore, un’industria, una discarica o altro.

Un monitoraggio di questo tipo – argomenta Pedicini – lo abbiamo fatto a fine agosto scorso nell’area limitrofa alla Centrale Enel a biomasse del Mercure, attualmente spenta. Abbiamo acquisito i dati dell’aria e li utilizzeremo qualora la Centrale dovesse entrare in produzione per fare un confronto tra prima e dopo. Ci confronteremo molto volentieri con i dati delle Arpa della Basilicata e della Calabria e valuteremo i risultati.

Il Punto Zero alla Centrale del Mercure – spiega – è stato fatto perché com’è noto gli impianti a biomasse, nonostante vengono definiti subdolamente impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sono altamente inquinanti. Questa affermazione non è nostra, ma di numerosi e riconosciuti studi scientifici internazionali. I principali problemi ambientali prodotti da una centrale a biomasse sono almeno quattro: le elevate concentrazioni di polveri sottili ed ultrasottili prodotte dalla combustione di biomasse; la presenza non trascurabile, sulle polveri, di inquinanti organici quali idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e diossine anche dopo la depurazione dei fumi prodotti; la presenza di Ipa e diossine nelle ceneri e la conseguente problematicità di un uso agricolo di tali ceneri; le emissioni prodotte dal traffico di automezzi pesanti per il trasporto delle biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri.

Quanto detto – precisa Pedicini – è solo una parte dei danni che la Centrale del Mercure provocherebbe ai territori calabresi e lucani coinvolti, non ripetiamo tutte le altre criticità, perché le abbiamo già elencate in precedenti comunicati del M5s.

Per concludere – afferma il portavoce europeo – diciamo che siamo molto sereni e che non ci fermeranno o ci spaventano le offese personali di pseudo Comitati per il sì alla Centrale del Mercure che ci attaccano, ci chiamano ignoranti e ci vorrebbero subalterni a vecchie e ambigue logiche politiche e imprenditoriali che non appartengono alla cultura e al ruolo politico che assolve il M5s”.

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