Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, membro del Consiglio generale dell’Associazione Coscioni e membro del Consiglio generale del Partito Radicale

Salute! Bella parola, vero? Ma quel “salute” non è un cin-cin, ma deve tradursi in rispetto dell’art. 32 del dettato costituzionale.

Lo so, viviamo in un Paese in cui da troppo tempo la Costituzione scritta è stata sostituita dalla “Costituzione materiale”, ma non posso e non voglio rassegnarmi a questo tradimento e non posso e non voglio rassegnarmi alla patente, reiterata e prolungata violazione dei diritti di miei concittadini che dalla Regione Basilicata e dallo Stato attendono risposte.

Giunto al VI giorno di uno sciopero della fame (iniziato alle 23.59 del 6 luglio), attraverso il quale intendo alimentare un dialogo e un confronto iniziato a dicembre scorso, torno a chiedere alla Regione Basilicata, al Presidente Bardi e all’Assessore Leone di rispettare i diritti delle persone con disabilità. Torno a chiedere alla Giunta regionale di Basilicata, all’Assessore Leone e al Presidente Bardi di mantenere fede agli impegni e di onorare la parola data.

Il mio non è un ricatto, nella misura in cui sto provando a convincere i miei interlocutori ad approvare un atto dovuto e doveroso.

Ciò detto, ritengo opportuno e necessario rivolgermi nel contempo al Ministro della Sanità, Roberto Speranza.

Signor Ministro, da lucano a lucano, le ricordo che attendiamo risposte anche dal suo Ministero, risposte che tardano ad arrivare. Con l’Associazione Coscioni, signor Ministro, tocca di nuovo e ancora rappresentarle che “a distanza di quasi tre anni dalla pubblicazione in G.U. dei nuovi LEA e ad oltre 28 mesi dalla pubblicazione della legge 96 non sono state esperite pubbliche procedure di acquisto in grado di soddisfare quanto richiesto dall’art. 30 bis né la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale si è espressa in merito”.

Signor Ministro, come le è stato segnalato da Filomena Gallo e Marco Cappato, “la situazione creatasi penalizza le persone con le disabilità più gravi e complesse, in quanto l’erogazione degli ausili loro destinati non segue percorsi definiti ed è quindi prassi comune l’utilizzo del “vecchio” nomenclatore e delle relative tariffe, impedendo di fatto l’accesso alle nuove tecnologie incluse nell’aggiornamento dei LEA”.

Non continuate, vi prego, voi tutti, ad uccidere speranze e diritti. Ciascuno operi per la sua quota parte per onorare la Costituzione, i diritti umani, la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Il mio sciopero della fame proseguirà ad oltranza e fino a quando la Regione Basilicata non approverà una delibera che dia concreta e reale attuazione all’art. 30 bis della legge 96/17.

A chiunque verrà raggiunto da questo messaggio rivolgo l’invito a pubblicare e a rilanciare i contenuti del sit-in che ho tenuto venerdì 10 luglio fuori agli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità.

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