Erano ormai mesi che l’intera classe dirigente del Popolo della Libertà discuteva delle modalità di designazione del candidato Presidente alle elezioni politiche del 2013, ma in particolare occorreva individuare il successore del Presidente Berlusconi, leader naturale del principale movimento politico del centrodestra italiano.

In queste lunghe settimane semplici iscritti, dirigenti ed elettori, hanno accarezzato l’idea che anche nel Popolo della Libertà iniziasse un momento di consultazione popolare che portasse alla designazione dal basso del Candidato alla presidenza del Consiglio.

Diversi esponenti di primo piano del Partito hanno espresso la volontà di candidarsi ed hanno iniziato la raccolta delle firme come da regolamento, con tanto di annuncio e presentazione delle primarie per mezzo di una conferenza stampa, dove il Presidente Berlusconi e il Segretario Alfano l’uno di fianco all’altro, annunciarono all’Italia intera che anche il PdL si apprestava ad utilizzare questo strumento di consultazione popolare.

Da giovane militante, non nascondo di aver anche io creduto al rivoluzionario gesto democratico che il mio Partito si apprestava a compiere, legittimando il futuro candidato premier , con quello che realmente conta in politica, il consenso popolare.

Tutto sembrava in linea con quanto previsto dai grandi protagonisti del centrodestra italiano, come l’on. Pinuccio Tatarella che per primo sostenne la necessità di andare oltre l’allora coalizione del Polo delle Libertà, fino alla geniale intuizione del 2008, premiata dagli italiani, creando il più grande e vincente progetto politico della Seconda Repubblica, Il Popolo della Libertà.

Ancora una volta il PdL nasce dal basso e non nelle stanze di Palazzo Grazioli, il suo battesimo per tutti noi è stato il 02 dicembre 2006 in Piazza S. Giovanni dove due milioni di cittadini uniti dissero no al Governo Prodi e al Governo delle Sinistre.

E’ opportuno ricordare l’ascesa del PdL alle successive tornate elettorali anche amministrative, rendendo il Presidente Berlusconi, uno dei leader più sostenuti dell’unione Europea.

Poi qualcosa è cambiato, le divisioni interne, le dimissioni del Presidente Berlusconi e il governo Monti, con la maggioranza più anomala della storia repubblicana, dove il primo Partito d’Italia si è letteralmente assottigliato alle politiche del governo tecnico, diventando il secondo (forse il terzo) Partito d’Italia.

Il tutto finisce con una dichiarazione del Segretario Alfano, che annuncia il ritorno del Presidente Berlusconi, con la stessa tempistica ed intensità di un colpo degno del teatro Manzoni.

Si proprio il Presidentissimo, colui che ha governato l’Italia più di chiunque altro, colui che ha sfidato tutti i leader del centrosinistra, colui che 18 anni fa scese in campo annunciando una rivoluzione liberale che non si è mai realizzata, colui che ha prospettato numerose riforme rimaste sulla carta. Oggi eccolo di nuovo al timone, con tutti i militanti, simpatizzanti ed elettori pronti a raccontare ad un Paese in ginocchio, una nuova verità e una nuova prospettiva futura sempre firmata da Silvio Berlusconi.

Con buona pace di tutti giovani e meno giovani, che hanno sognato realmente un partito di centrodestra che includesse tutti i moderati italiani.

Non resta che prendere atto delle numerose attestazioni di soddisfazione di molti esponenti del PdL che si sentono motivati ed appagati dal ritorno del Cavaliere alla guida del PdL, al punto da sostenere che basta lui per sconfiggere il centrosinistra, ma in particolare l’antipolitica.

Dobbiamo essere pienamente consapevoli che i tempi del recupero in extremis sull’unione di Prodi del 2006 sugellato sul palco del meeting di Confindustria di Vicenza sono ormai lontani, come del resto lo sono i tempi del 1994 e del 2008, oggi non ci resta che chiamare gli italiani a leggere la trama di un film già visto.

È proprio vero il centrodestra italiano ha una evidente anomalia che lo differenzia da tutti i movimenti moderati europei, per alcuni è il Presidente Berlusconi, ma in realtà è la nostra classe dirigente per certi aspetti immatura per altri inadatta a guidare un vero e proprio progetto di rinnovamento del centrodestra italiano.

Avigliano, 10/12/2012

Vincenzo Claps,

(consigliere comunale PdL – Comune di Avigliano)

 424 totale visualizzazioni,  2 oggi