Turismo e Cultura è un binomio che può offrire un importante contribuito a far uscire l’Italia dalla dilagante che nei prossimi mesi morderà ancora di più sull’onda del drammatico contesto internazionale.

E’ questa la conclusione della V conferenza nazionale biennale degli assessori al Turismo e alla Cultura che si è svolta nei giorni scorsi a Torino mettendo a confronto amministratori locali, politici, manager pubblici sul tema: “Le città della cultura. Territori, reti e innovazione per la Società della Conoscenza”.
Esperti e addetti ai lavori si sono soffermati sui numerosi punti critici del “sistema turistico-culturale”, un sistema che ha bisogno di efficienza e di un’offerta rinnovata, sperimentando nuove forme di integrazione tra pubblico e privato sul territorio. Un segnale di speranza viene, invece, dai dati sui consumi culturali: pur in presenza di un’evidente crisi economica, nel 2008, il settore ha segnato un timido ma incoraggiante +0.8%.
Negativa la performance, invece, del turismo culturale, che assicura un terzo dell’intero fatturato del settore con “una flessione preoccupante” (-4,3% secondo fonte Mercury) dopo anni di crescita costante, eppure meno pesante rispetto ad altri “comparti produttivi e del commercio”. In calo anche gli altri segmenti del comparto (secondo dati Mercury: -2,3% turismo termale; -1,6% agriturismi; -1% balneare) per un esito finale di una perdita in un anno di 4 miliardi di fatturato e di 40mila posti di lavoro, come ricordava il sottosegretario Michela Brambilla alla Bit di Milano. Un andamento negativo che è in realtà il prodotto di una cartografia dello sviluppo turistico a macchia di leopardo, tra realtà mature come Roma che perdono colpi e altre aree, come il lago di Garda, che guadagnano posizioni significative.
In questo contesto acquista maggior valore la performance della Basilicata che in controtendenza con i dati nazionali (e soprattutto con quelli assai peggiori del Mezzogiorno: -18% di pernottamenti) ha visto nel 2008 la crescita di tutti gli indicatori: strutture ricettive (+4.3%), posti letto (+0.5%), arrivi (+3.95%), presenze (+0.30). Per il “Rapporto sulla stagione turistica estiva 2008” dell’Osservatorio nazionale del turismo”, invece, in Italia “diminuisce il numero dei viaggiatori per vacanze, sia stranieri che italiani, e soprattutto il numero dei pernottamenti, con un calo quindi anche della durata media delle vacanze”.
“Sulla centralità del binomio turismo & cultura – spiega il direttore generale dell’Apt, Gianpiero Perri – per il rilancio turistico della Basilicata converge le analisi di mercato sviluppate a supporto del Piano turistico regionale. In Italia sono 8 le regioni che spingono sull’asse del mare (le tre regioni meridionali ma anche le isole, le Marche, l’Emilia e la Liguria), tre su arte&cultura (Veneto, Toscana e Lazio), tre sulla montagna (Piemonte, Val d’Aosta e Friuli), quattro sulla natura (Abruzzo, Umbria, Lombardia e Trentino). Da questa analisi trova forza il tema trainante della Basilicata come il “giardino più segreto d’Italia“, per un posizionamento che combini gli assi attrattivi della natura incontaminata e delle perle degli innumerevoli giacimenti storici e culturali. L’idea forza del Ptr è quindi di un posizionamento regionale unico, che punti al valore aggiunto dell’abbinata cultura-natura, fondata sul concetto, appunto, di “paesaggio culturale”.
 

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