Lo Snals, nel suo comunicato stampa successivo all’incontro con il presidente Bardi, ha manifestato il suo pieno appoggio alla sospensione della didattica in presenza di ogni ordine e grado su tutto il territorio regionale, cercando al contempo di accreditarsi come il “sindacato che tutela la salute dei lavoratori” (in implicita polemica con chi ha manifestato perplessità per la natura generalizzata dell’ipotesi).

È bene ricostruire cosa è avvenuto (e cosa NON è avvenuto) negli ultimi mesi e soprattutto nell’incontro con il presidente Bardi per fare chiarezza sui rispettivi ruoli e posizioni. Cgil, Cisl e Uil sono favorevoli ai provvedimenti di emergenza che implicano,nelle zone le cui condizioni lo richiedono per contenere la diffusione pandemica, anche la sospensione temporanea delle attività in presenza. Tutto ciò è previsto dal Protocollo di Sicurezza nazionale elaborato e sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e, anche nelle recenti settimane, abbiamo avuto provvedimenti da parte della Regione e/o di Sindaci, con istituzione di “zone rosse” e sospensione delle attività nelle scuole e nessuno ha, ovviamente, avuto nulla da obiettare.

Riteniamo però “operazione decisamente opportunistica” l’atteggiamento dello Snals che, nei mesi in cui si definivano le misure di prevenzione e contenimento prima dell’avvio dell’anno scolastico (cioè tra maggio e settembre), ha brillato per la sua assenza e per il suo silenzio ai tavoli regionali di confronto, anche a fronte di provvedimenti discutibili che sono componenti primarie dello stato di insicurezza e rischio in cui versano ora alcune scuole e territori.

Nel suddetto incontro con il presidente Bardi la rappresentante dello Snals ha affermato di non “essere appassionata ai motivi per cui si sviluppa e si diffonde il virus”. Non facciamo fatica a crederlo,perché quando nei mesi scorsi l’Assessorato ai Trasporti ha deciso che i nostri studenti (e tutti i cittadini e lavoratori) dovevano viaggiare sui trasporti extraurbani stipati come sardine, non è venuta dallo Snals alcuna critica o preoccupazione per tale provvedimento. Noi abbiamo allora contestato questa scelta sconsiderata (“100% dei posti a sedere occupati e anche posti in piedi, speriamo pochi” per citare le parole dell’Assessore) che creava assembramenti sia sui pullman che, per l’incapacità di programmare arrivi scaglionati dei mezzi, all’ingresso delle scuole.

Un interrogativo ci sembra scontato: la situazione che ora colpisce alcuni territori è o non è anche conseguenza del disinteresse “ai motivi per cui si sviluppa e si diffonde il virus” che ha evidentemente portato lo Snals a non avere nulla da obiettare ai tavoli di programmazione?

Nell’incontro tenutosi ai primi di settembre con la Giunta regionale per decidere tempo e modi del riavvio delle scuole, l’Assessore alla Sanità ha affermato che “nella scuola primaria il problema della sicurezza era minimo perché in quella fascia di età i bambini non si contagiano e non sono infettivi”. Noi abbiamo contestato questa affermazione ritenendola una pericolosa sottovalutazione dell’evidenza disponibile, mentre il rappresentante dello Snals ha fatto dell’ironia sulle misure di contenimento e sicurezza da applicare nella scuola primaria.

Ripetiamo la domanda: la situazione che ora colpisce alcuni territori è o non è anche figlia di questa indifferenza ai temi della sicurezza manifestati dallo Snals quando si trattava di definire le condizioni per il riavvio dell’anno scolastico?

Come Cgil, Cisl e Uil siamo stati, allora come ora, presenti e attivi per chiedere con forza le condizioni per una scuola aperta, in presenza e in sicurezza. Per noi la tutela e la sicurezza di chi opera nel mondo della scuola (studenti e lavoratori) e delle famiglie che vi gravitano intorno non sono variabili stagionali, assenti nei mesi in cui si programma e che si risvegliano solo per opportunismo quando i problemi si manifestano.

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