La regolarizzazione dei migranti in agricoltura è senza ombra di dubbio un traguardo importante. Ci riteniamo molto soddisfatti delle misure previste dal provvedimento, frutto anche delle battaglie della Flai Cgil e che consentiranno finalmente di porre fine ai ghetti anche in Basilicata, con la possibilità di svuotarli grazie a un’accelerazione del piano triennale contro il caporalato e a un lavoro sinergico tra ministero per il Sud, Regione e Prefetture”. È quanto afferma il segretario generale Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Esposito.

I braccianti stagionali potranno avere una soluzione alloggiativa dignitosa che consentirà loro di seguire tutti i protocolli e gli accorgimenti necessari per prevenire il contagio da coronavirus – continua Esposito – ma soprattutto vengono finalmente riconosciuti alcuni dei diritti fondamentali come il diritto al lavoro e alla salute. Ne beneficeranno anche i lavoratori italiani perché non potranno essere più ricattati dalle aziende che sfruttano con la minaccia di trovare manodopera a più basso costo.

È necessario adesso – aggiunge il segretario – che la Regione Basilicata attui tutti i provvedimenti necessari affinché si agevoli il percorso di regolarizzazione, a partire dalla pubblicazione dei bandi per la gestione dei centri di accoglienza nell’Alto Bradano e nel Metapontino. I migranti stagionali si stanno già stanziando nelle nostre campagne ed è quindi necessario accelerare quanto più possibile l’apertura delle strutture per le quali sono già stati stanziati dei fondi. Mi riferisco all’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio e al borgo di Boreano (6 milioni) per quanto riguarda l’Alto Bradano e alla Città della Pace a Scanzano Jonico (2 milioni di euro) nel Metapontino, per il quale sono disponibili ulteriori 350 mila euro per l’accoglienza diffusa che garantisca vitto, alloggio – eventualmente anche in strutture alberghiere – e trasporto. I fondi sono a valere su progetti Su.pre.me e su fondi Pon Legalità e Inclusione.

È necessario – conclude Esposito – creare liste di prenotazione per il reclutamento nei Centri per l’impiego di Lavello e Policoro, così come accaduto lo scorso anno a Palazzo San Gervasio, strumento fondamentale per la lotta al caporalato. Le misure appena adottate, congiuntamente alle azioni che la Regione metterà in campo, potranno dare una risposta anche alle imprese agricole del territorio in difficoltà, sopperendo alla mancanza di manodopera”.

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