• Non chiamate il 112 e non andate spontaneamente al pronto soccorso nei casi in cui:– la febbre non scende, ma il respiro è ok

    – la stanchezza è tanta, ma il respiro è ok

    – la TC del torace, fatta su consiglio del medico, è positiva, ma il respiro è ok

    • La sanità è al collasso.  Se avrete a che fare con la sars-cov-2, come contatti diretti, positivi, sintomatici o asintomatici, niente panico: Keep calm e leggete attentamente queste indicazioni. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse

La sanità sta collassando sotto il peso del covid. I numeri e le testimonianze sono sotto gli occhi di tutti. Per questo ognuno di noi è chiamato a comportarsi con senso di responsabilità sociale, sapendo che le sue scelte avranno un impatto determinante sul quadro generale.

Se vogliamo permettere a tutti quelli che hanno bisogno di cure urgenti al pronto soccorso e in ospedale, che sia per il covid o per qualsiasi altra patologia, di trovare posto e assistenza adeguata, dobbiamo seguire delle regole.

Con il consiglio di alcuni medici e operatori sanitari  ne abbiamo individuate 7.

Sono semplici da comprendere, anche se ci vogliono coraggio e pazienza per rispettarle e non cedere. La possibilità del Servizio Sanitario Nazionale di aiutare dipende dalla capacità di tutti di conservare le risorse.

C’è bisogno dell’aiuto e dell’impegno di ognuno. Quindi niente panico o, come si dice oggi, Keep calm e leggete attentamente.

1. Vince la miglior difesa.

Usiamo una vecchia massima del calcio italiano per sintetizzare la prima regola che vi terrà lontano dai guai. Proteggersi facendo vostre le semplicissime abitudini da pandemia è tanto semplice quanto efficace. Quindi rispettate il distanziamento (tenetetevi a distanza di sicurezza dalle altre persone, quando ci parlate e quando state semplicemente camminando per strada e, più in generale, in ogni situazione); indossate mascherine di buona qualità (controllate i codici e le certificazioni) e rispettate la durata indicata sulle confezioni dei dispositivi; proteggete gli occhi (evitate di toccarveli con le mani sporche); lavatevi spesso e bene le mani; igienizzate gli ambienti (a casa, al lavoro, sanificate le tastiere o le cuffie, aprite le finestre). Insomma, seguite tutti i consigli medici che ormai conosciamo bene. E acquistate due strumenti indispensabili: un saturimetro da dito (costa pochissimo) e, se non lo avete, un termometro funzionante.

2. Se siete contatti stretti di positivi

Prima di tutto non fatevi prendere dal panico. Isolatevi in casa e avvisate il vostro medico di base per gli adempimenti burocratici. Potrà non rispondervi subito, visto il superlavoro. Insistete e vedrete che alla fine riuscirete a parlarci. Durante l’isolamento tenete d’occhio i sintomi con attenzione. Se vivete da soli chiedete aiuto per la spesa e la spazzatura ad amici, vicini o parenti. Sappiate che comunque il Comune è tenuto a provvedere al sostegno di chi è isolato in casa. Il tampone si fa a fine isolamento e la regola resta comunque la stessa: per esserne fuori servono 10 giorni e un tampone negativo o 14 giorni anche senza tampone se non avete sintomi.

3. Se avete sintomi influenzali

Restate calmi. Avvisate subito il vostro medico e seguite i suoi consigli sui medicinali da prendere. A lui gli aspetti burocratici (giorni di malattia, prenotazione del tampone). Per quanto potete, isolatevi dai familiari. Fate passare qualche giorno e vedete come va. Monitorate tutti i giorni temperatura e saturazione di O2, sia a riposo che dopo aver camminato qualche minuto. Se avete solo febbre e poco altro, non rivolgetevi al pronto soccorso. Perdereste solo tempo e mettereste inutilmente a rischio voi stessi e gli altri.

4. Se siete positivi

Non avreste mai voluto che capitasse a voi, ma è capitato. Anche stavolta niente panico. Prima di tutto, ormai dovreste saperlo, contattate il vostro medico di base, seguite i suoi consigli e lasciate a lui la burocrazia. Isolatevi per bene (se non vivete soli fate di tutto per non entrare in contatto con gli altri conviventi). Avvisate subito i vostri contatti stretti.

5. Se siete positivi asintomatici  

Probabilmente resterete tali.

Tenete sotto controllo la temperatura e l’eventuale comparsa di sintomi nei giorni della quarantena.

Se state bene non dovreste assumere farmaci.

Vale comunque la regola aurea di seguire le istruzioni del vostro medico.

6. Se siete sintomatici

Valutate la vostra situazione con il vostro medico. Fate la terapia che vi prescriverà. In teoria potreste essere seguiti dalle USCA (i gruppi di medici che seguono i pazienti covid a domicilio). Monitorate la saturazione e cercate di bere e mangiare adeguatamente. E ricordate sempre che la maggioranza assoluta di chi sviluppa la malattia guarisce bene e con sintomi che possono essere gestiti a casa.

7. Se continuate a stare male e peggiorate

Purtroppo può capitarvi anche questo. Se tutti i passi precedenti sono stati fatti, il vostro medico (o il medico dell’Usca) sa già che siete pazienti da monitorare con attenzione. Seguite sempre i consigli che vi darà. Chiamate il 112 se la saturazione di O2 si abbassa costantemente sotto il 90% o se diminuisce di almeno 3 punti al test del cammino. Chiamate immediatamente se vi manca tanto il respiro, anche nel caso in cui non possiate misurare la saturazione.

 

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