Il 24 novembre 2022, il Presidente della REA – Radiotelevisioni Europee
Associate- Antonio Diomede e il Segretario Generale del sindacato Libersind/Confsal Giuseppe Sugamele, sono stati ricevuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi per sensibilizzare il governo in merito alla situazione di crisi in cui versa il settore radiotelevisivo locale.
“Occorre prestare particolare attenzione ai livelli occupazionali in caduta libera” ha osservato il rappresentante del sindacato Libersind/Confsal.
“Si stima infatti che i maggiori costi di energia elettrica per far funzionare gli oltre 10 mila
impianti di trasmissione radiofonica e gli esosi canoni di affitto per l’uso della capacità
trasmissiva necessaria per diffusione dei programmi televisivi possano provocare il rischio di
una perdita netta di 1800 posti di lavoro.” Ha commentato il Presidente della REA Antonio
Diomede, aggiungendo che “sarebbe la fine della libera espressione e del pluralismo informativo voluto dai Padri costituenti con l’articolo 21 della Costituzione e dalla sentenza 28 luglio 1976, n. 202 che pose fine al monopolio della RAI ora trasformato in oligopoli nazionali”.
“Per scongiurare gli i rischi di chiusura per le emittenti locali, oltre alla già manifestata richiesta di una revisione relativa alla ripartizione dei contributi prevista dal DPR 146/17, abbiamo presentato al Governo alcuni emendamenti integrativi al Decreto Legge "Aiuti Quater" e alla Legge di Bilancio 2023 unitamente alla proposta di costituire un appropriato tavolo di lavoro per l’assetto della radiotelevisione digitale” conclude il Presidente della REA, Antonio Diomede l’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi.
Un incontro che anche per il rappresentante del sindacato, Giuseppe Sugamele, sembrerebbe aver posto le basi per continuare il positivo dialogo in successivi incontri.
REA e Libersind/Confsal hanno indetto una Conferenza pubblica che si terrà mercoledì 30
novembre 2022, ore 11.00 presso la Stampa Estera di Roma via dell’Umiltà 83 alla quale è stato invitato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Senatore Adolfo Urso.

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