Nonostante il cielo grigio,  è sempre una bella giornata quando si tratta di dare evidenza alla presentazione di lavori di riqualificazione in città.

Ciò vale ancor di più se trattasi di uno dei siti storici di maggior prestigio di Potenza, come la famosa e rinomata Torre Guevara, superstite del castello che ospitò anche un importante nosocomio durante la seconda guerra mondiale e demolito intorno al 1965.

Come avemmo già modo di scrivere in altro numero , la notizia della riqualificazione non può che renderci felici e anche legittimamente orgogliosi di quanto, già  dal 2016, organizzammo presso lo stesso sito al fine di renderlo maggiormente attrattivo e visitabile anche a fini turistici.

Importante vieppiù menzionare, in una città che spesso ha memoria corta,  quel movimento spontaneo di cittadini e associazioni che, nel corso degli anni, ha saputo  tenere accese le luci sulla necessaria riqualificazione complessiva dell’area a partire dall’abbattimento dell’edificio scolastico.

A tal pro, ricordiamo la petizione popolare avvenuta nel 2017 per merito del Fai e del Rotary Potenza che sostenemmo insieme a  Planar, Resilient Europe Potenza, Visioni Future, Potenza più, Interact, Un passo Avanti, Avis Potenza,  Ordine dottori agronomi e forestali Provincia di Potenza, e al supporto di singoli cittadini chiamati a firmare per restituire la giusta visibilità a questo bene così importante della nostra storia.

Detto ciò, ribadiamo che ora l’area  va considerata nella sua totalità  e inserita in un programma di rilancio complessivo del nostro centro storico sia dal punto di vista urbanistico che culturale e turistico.

In tale ottica,  si inserisce la proposta della costituzione di un vero e proprio “Parco Storico e Urbano della Torre” che , a partire dal recupero della memoria storica del Castello e delle sue successive trasformazioni, favorisca iniziative pubbliche e private per sondaggi nell’area poiché , come risaputo, in quel luogo sorse una importante fortificazione medievale.

Sarebbe utile liberare gli archi sottostanti la torre per scoprire cosa si nasconde nel sottosuolo della stessa e capire se siamo di fronte a reperti degni di rilevanza storica.

Ci piacerebbe , per tutto questo, vedere coinvolti anche altri partner istituzionali importanti come l’ Università della Basilicata e, non da ultimo, l’Istituto per i beni Archeologici e Monumentali del CNR.

 1,442 totale visualizzazioni,  46 oggi