Quarantasette anni, occhi chiarissimi e penetranti, il già sindaco di Oppido, Rocco Pallalardo, è da poco diventato Presidente della provincia di Potenza. La prassi ha infatti voluto che dopo la decadenza di Guarino (non riconfermato sindaco ad Albano), la carica sia passata a lui, il suo vice, a metà giugno scorso, e fino a nuove elezioni (da farsi entro 90 giorni). Si tratta dunque di un periodo di “traghettamento”, ma Pappalardo non vuole certo fare il semplice “passacarte”. d: Come giustifica la sua esistenza? r: Sia nelle associazioni sia nelle istituzioni in cui ho avuto la fortuna di lavorare, mi sono sempre occupato delle necessità di una comunità. Sono stato eletto alla Provincia che avevo ventitré anni e nel 2001 fui eletto (nell’Ulivo)come sindaco di Oppido. L’ho fatto per due consiliature, e forse ero uno dei sindaci più giovani, non solo della Basilicata, ma anche d’Italia, anche se non ho mai approfondito. d: Si sente uno dei “dinosauri” del Pd (e del centrosinistra), anche se giovane anagraficamente? r: No, anche perché ho un carattere abbastanza pacato. d: Tuttavia questo “giovane” Pd di oggi, a leggere le continue polemiche sui giornali, sembra già mostrare scarsa tenuta. r: E’ cambiata la politica. E non le nego che qualche disagio in questa fase lo avverto anche io, militando da tempo, avendo iniziato con persone diverse, e avendo fatto la gavetta…le feste dell’Unità, i famosi manifesti…cose che oggi mancano e che fanno sì che forse si arrivi un po’ impreparati. Oggi si vuole tutto e subito. Quando chiesi io la prima volta la tessera del Pds, il vecchio gruppo dirigente mi rispose: “Ok grazie, le faremo sapere”. Anche una semplice tessera di partito non era automatica: era un modo per selezionare la classe dirigente. d: Insomma, lei stesso che è stato un giovanissimo sindaco, afferma però che non sempre “gioventù” è sinonimo di rinnovamento e stabilità… r: …e non sempre avere qualche anno in più significa essere “vecchio”. Sicuramente “gioventù” –nella maggior parte dei casi- è entusiasmo, ma oggi vedo troppo “tatticisimo”, ed è ciò che mi mette un po’ a disagio. Il Pd, per tornare realmente competitivo, dovrebbe stare un po’ più sul territorio, ma non come presenza “di facciata”. Il Pd non è rappresentato soltanto dai segretari regionale e provinciale e dal quadro dirigente, ma credo che vada data voce, seria, ai militanti; anche questa cosa di aver fatto le primarie aperte per scegliere anche il segretario regionale…con una tessera “fredda” fatta online (e magari chissà anche a tua insaputa) fa perdere il senso di appartenenza a un partito. Io non so quanti segretari cittadini vengano effettivamente scelti dai propri tesserati e ho sempre mal sopportato l’intrusione in faccende localistiche; quando nelle varie elezioni comunali costruivamo faticosamente l’Ulivo, abbiamo ascoltato sì i dirigenti regionali e provinciali, ma alla fine non ci siamo mai fatti imporre nulla. d: L’arrivo della nomina a Presidente della Provincia –anche se “a tempo”- le ha suscitato preoccupazioni particolari? r: Preoccupazioni no, anche perché sono nell’Ente praticamente da sempre. Certo, la riforma Delrio –che ha cambiato tutto- fu una cosa scellerata: lo dimostra il fatto che un sindaco non rieletto –come Guarino- decada immediatamente dal ruolo di Presidente e che questo stesso ruolo passi –fino ad elezioni- al vice presidente che tra l’altro sindaco non è. Il lavoro non mi ha mai preoccupato. d: Oggi, agli occhi del cittadino, un Ente come la Provincia appare “svuotato” di competenze, almeno rispetto a prima… r: E’ stato svuotato di “alcune” competenze, ma il grosso è rimasto. Tuttavia è vero, sì, quando ultimamente sono stato rieletto consigliere provinciale, alcuni miei concittadini mi hanno detto: “Ma come, esistono ancora le Province?” (sorride). Ancora oggi alcune persone credono che siano state eliminate… d: Sono stati eliminati molti approvvigionamenti economici. r: Quelli sì. E tenga conto anche che quando è passata la notizia che la Provincia era un ente “terminale”, è scattato il fuggi-fuggi fra i dipendenti; molti dunque sono stati trasferiti alla regione e l’Ente si è ritrovato svuotato di risorse umane, molto qualificate, oltre ai “tagli” subiti. Ma le competenze rimaste sono grosse, soprattutto in materia di edilizia scolastica e di viabilità. d: La viabilità, appunto, il grande dramma della Basilicata, che –stranamente- si acuisce d’estate, coi lavori sempre in sospeso… r: Per la manutenzione delle strade provinciali, noi gestiamo mille euro a chilometro: su 2.800 chilometri, noi possiamo contare su 3 milioni di euro l’anno. L’Anas- per le stesse manutenzioni e per lo stesso chilometraggio- spende CENTO volte tanto. d: Con i cantieri spesso fermi… r: Questo non lo posso dire io, ma in merito ai fondi è una stortura grossa, anche perché le responsabilità sulle strade sono le stesse. Per questo mi sento di ringraziare l’Ufficio tecnico provinciale, che si assume grossissime responsabilità. I nostri ingegneri stanno facendo salti mortali. Ultimamente abbiamo intrapreso un’interlocuzione con la Regione per cercare di tamponare questa emergenza, che riguarda la sicurezza, principalmente. Chiediamo sostegno dal punto di vista finanziario. Le faccio un esempio: a marzo c’è stata una frana sull’Oraziana… d: L’assessore Merra ha detto che i soldi ve li dà. r: E io non ho motivo di credere il contrario, ma ad oggi ancora…. d: …non ci sono gli atti ufficiali. r: Lì si tratta di fare una paratia essendoci di mezzo un dissesto (di cui si occupa il Dipartimento regionale) e occorrono 890mila euro: la Provincia ne ha messo sul piatto 400, quelli che aveva, e ha chiesto un supplemento di fondi per poter appaltare quei lavori. Al tavolo della scorsa settimana sull’Oraziana, a Venosa, l’assessore Merra ci ha annunciato questo finanziamento di 45 milioni a valere su una delibera Cipe, per il quinto lotto, da cui stralciare le somme necessarie alla Provincia per realizzare l’intervento e aprire quanto prima quella strada di vitale importanza. Oltre a questo, ci ha parlato di un ulteriore riparto di 14 milioni di euro tra le due Province, da cui deriverebbero altri nove milioni per la nostra viabilità provinciale. Mi aspetto che a giorni ci vengano NOTIFICATI questi provvedimenti. d: Al recente congresso della Uil lei ha parlato molto di spopolamento e di mancanza di infrastrutture. r: La gente va via perché non trova lavoro, perché nei comuni non trova le infrastrutture e le opportunità atte a garantirgli un’adeguata qualità della vita. I comuni dovrebbero ragionare maggiormente in un’ottica di “comprensorio”: non puoi pensare di avere un Palazzetto dello sport in ciascun paese nel raggio di pochi chilometri. Ma le comunità possono ragionare insieme se sono ben raggiungibili tra loro. Ricordo quando con Oppido eravamo capofila dei PIOT, e in ambito turismo credo sia stato l’unico momento in cui –coi sindaci seduti a un tavolo- si è fatto un UNICO cartello di eventi per la zona, evitando sovrapposizioni. Basterebbe già fare qualcosa del genere anche oggi. La qualità dell’offerta a volte può anche “superare” il problema dei collegamenti. d: Specie nei momenti bui del Covid, girando fra i comuni e parlando con alcuni sindaci, abbiamo registrato un certo disagio a causa della istanza” che si avvertiva (o si avverte) col palazzo regionale e col Presidente Bardi in particolare. “Noi sindaci ci siamo aiutati tra noi”, ha detto qualcuno di loro. r: Io credo che sia interesse della Regione avere un’interlocuzione stabile coi sindaci. Anzi, mi meraviglio, mi chiedo come mai non siano previsti uno o due appuntamenti annuali (soprattutto in fase di predisposizione del bilancio), un’assemblea, una Conferenza Regione-Sindaci. Voglio dire: se la maggior parte delle istanze locali riguarda la sanità, i servizi, le infrastrutture etc., beh, quella è già una traccia su cui la Regione potrebbe lavorare, no?. d: E cosa ne pensa della notizia sul già famoso “bonus gas”? r: Può essere un’operazione momentanea (anche durante il Covid alcuni “bonus” sono risultati utili). Ma se dai questo bonus e tutta un’altra serie di servizi non funziona, comportando esborsi in più per le famiglie, beh, non hai risolto nulla. Ripeto, l’iniziativa allevia sicuramente il caro-bollette, ma io vedo difficoltà di programmare qualcosa di più duraturo, magari (in linea di principio) come l’eco-bonus (che pur va rivisto).

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