Il clamore non deve essere ulteriormente alimentato. Se si butta fango su di un ventilatore non ci si può meravigliare se gli spruzzi vanno in tutte le direzioni. Rispetto le persone coinvolte come uomo politico, come rappresentante delle istituzioni e come cittadino di questa regione; ne conosco il valore morale e le qualità personali, professionali e politiche. Non dimentico, e non lo dico solo a me stesso, che le Istituzioni in un paese democratico “camminano” sulle gambe degli uomini e che, infangare questi uomini significa delegittimare le Istituzioni stesse: la cautela dell’azione e del giudizio è una risorsa che invoco per me e per gli altri. Eviterò nell’interesse loro e della Basilicata, colpita gravemente nella sua immagine di terra sana, di alimentare le polemiche che servono solo a riempire le pagine dei giornali, peraltro a volte di inesattezze. Il Giornale docet. Vorrei fermarmi a riflettere sul perché l’onda mediatica continua ad investire una realtà da sempre considerata “positivamente anomala” nel contesto del Mezzogiorno, ma credo che per l’analisi ci saranno tempi più sereni. Superato lo sbandamento del momento, lasciati alle spalle i toni sopra le righe, avremo modo e tempo non per assumere difese d’ufficio delle persone oggi coinvolte, tutte al di sopra ed al di fuori di ogni sospetto, ma per trovare risposte a domande che pure i lucani si pongono. Torneremo a considerare la vicenda “giustizia” in Basilicata i cui risvolti non possono e non debbono frenare l’avanzamento dello sviluppo sociale, economico e politico per il quale ci siamo spesi e ci continueremo a spendere. Roberto Falotico
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