Nei giorni passati sul sito ted.europa.eu è comparso il preavviso di gara per il TPL in Basilicata che verrà espletata nell’anno corrente. Una notizia che ci ha lasciati alquanto sorpresi dal momento che, nell’ultima interlocuzione avuta dalle organizzazioni sindacali all’assessorato competente, la stessa società che si era aggiudicata la realizzazione del Piano economico finanziario simulato aveva manifestato molte perplessità su contenziosi da noi già sollevati, rendendo necessaria la programmazione di altri incontri.

Con questa decisione, a nostro avviso affrettata e improvvisata, l’assessore regionale alla Mobilità, Donatella Merra, pare non tenere conto di situazioni gravi che, se non risolte in questa fase, possono creare criticità e contenziosi non da poco.

La Cgil è stata da sempre favorevole a più lotti di gara per non riproporre le storture di monopolio in cui ha vissuto il TPL negli ultimi anni producendo danni ai servizi e disparità di trattamento tra lavoratori appartenenti allo stesso Consorzio ma ad aziende diverse. Da quando è iniziata la discussione sulla nuova gara di affidamento abbiamo sollevato dubbi su aspetti importanti. La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e la pre pubblicazione del bando sul sito ted.europa.eu, se pur già in ritardo rispetto al cronoprogramma previsto, è stato secondo noi prematuro in quanto l’interlocuzione con la società aggiudicatrice della relazione di affidamento si è interrotta bruscamente a luglio 2021, lasciando irrisolte diverse problematiche dai noi sollevate: accordo di secondo livello, clausole di salvaguardia occupazionale da estendere per tutta la durata della gara, integrativo regionale, tutela degli addetti che non godono di contratto a tempo indeterminato, controversie sull’allocazione degli addetti nei vari lotti e nuove residenze lavorative.

Punti che, rimasti irrisolti, non solo creano un clima di incertezza ma certamente emergeranno in seguito al contratto di affidamento all’azienda aggiudicatrice. Ancor più grave è la mancata convocazione dell’Osservatorio regionale dei trasporti, istituito con legge regionale, che non ha potuto assolvere quanto previsto dai suoi compiti.

Per tutto ciò premesso risulta indispensabile ripristinare il tavolo di confronto e convocare con urgenza l’Osservatorio per risolvere i problemi evidenziati e i contenziosi di una gara che porterà nei prossimi nove anni a gestire il trasporto su gomma con un investimento che sfiora il miliardo di euro.

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