Potenza : una città a misura di anziani. Oltre ai servizi classici di assistenza, il Dipartimento Servizi sociali del Comune, senza pesare sul bilancio comunale, ma utilizzando fondi europei, ha attivato diversi progetti innovativi e ha aperto un Centro di Aggregazione anziani. Molto apprezzata dai cittadini, la politica sociale messa in campo ha permesso al capoluogo lucano di ottenere il 2° posto nella classifica sulla qualità dei servizi innovativi nelle città italiane,classifica pubblicata dal settimanale “ L’Espresso” nei mesi scorsi.
Gli anziani di Potenza sono persone autonome, attive, pronte a mettersi in gioco e ad imparare sempre cose nuove. Nel “Centro di Aggregazione anziani di Potenza” li abbiamo trovati impegnati in un corso di informatica,intenti a giocare a scacchi oppure a far ginnastica.Diversi dunque e numerosi i corsi e le attività che i volontari e l’ Auser (Associazione per l’Autogestione dei Servizi e la solidarietà) organizzano per migliorare la qualità della vita e incentivano il mantenimento del ruolo attivo degli anziani nella società. Il Centro è stato aperto dal Comune di Potenza che ha ben compreso che al giorno d’oggi non sono sufficienti politiche di tipo assistenziale e sanitario, ma è necessario attivare una rete di relazioni sociali, di supporti ed iniziative che possano favorire la partecipazione dell’anziano alla vita sociale, valorizzandolo come risorsa e non solo come destinatario di azioni pensate da altri. Un articolo sulla vivibilità delle città italiane per gli anziani , pubblicato lo scorso maggio dal settimanale “ l’Espresso”, ha riconosciuto alla città di Potenza il 2 posto (prima la città di Bolzano) nella classifica per la qualità dei servizi innovativi a disposizione della terza età. Ma come sono finanziati questi progetti?La dott. Rosa Maria Salvia , dirigente servizi sociali Comune di Potenza,ci ha spiegato che questi progetti innovativi sono finanaziati attraverso fondi europei, quindi senza pesare sul bilancio comunale. Attingere a questi fondi rende possibile riservare le risorse statali e regionali per migliorare i servizi basilari di assistenza (previsti dalla legge 228 come l’assistenza domiciliare, l’ospitalità presso le comunità, il telesoccorso, il servizio di taxi a chiamata) e attivarne nuovi come gli alloggi per anziani.
giovanna colangelo
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