In ordine alle vicende richiamate dai media in questi giorni ed afferenti la vicenda di Fenice, l’Ufficio Ambiente della Provincia di Potenza chiarisce come in data 3.03.2009 l’A.r.p.a.b. abbia comunicato, ai sensi ………..

dell’art. 244 del D.lgs. 152/06 e s.m.i., i risultati delle indagini analitiche svolte nell’ambito del “Piano di Monitoraggio ambientale del melfese”, approvato con D.g.r. n. 2584 del 3.11.1999, dai quali è emersa la presenza di superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione previsti dalla tab. 2 dell’All. 5 Parte IV del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. relativamente ai parametri nichel, mercurio, fluoruri, nitriti, tricloroetano, tricloroetilene, tetracloroetilene, bromodiclorometano, dibromodiclorometano nelle acque di falda. In data 12.03.2009 Fenice S.p.a. ha trasmesso la comunicazione ex art. 304 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. per attivare le indagini preliminari nell’ambito della procedura delle bonifiche di siti contaminati ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. ed ha attivato le attività di messa in sicurezza d’emergenza. Fenice S.p.a. ha ottemperato alle procedure amministrative ed operative definite dall’art. 242 del D.Lgs. 152/06 nei termini previsti per legge, in particolare:

ha trasmesso il Piano di Caratterizzazione entro i successivi 30 giorni alla trasmissione della comunicazione ex art. 242 del decreto;

il Piano di Caratterizzazione e le integrazioni, richieste nel corso della prima conferenza di servizi istruttoria, sono stati approvati entro i 30 giorni successivi al completamento della redazione del Piano di caratterizzazione e delle integrazioni, precisamente in data 17.06.2009;

in sede di Conferenza di servizi del 22.02.2010 sono stati approvati i risultati delle indagini di caratterizzazione e sono stati fissati i termini (5 mesi) per la presentazione del Documento di Analisi di Rischio trasmesso in data 10.07.2010 e discusso in sede di Conferenza di servizi il 14.12.2010;

Pertanto nei due anni trascorsi dalla comunicazione di potenziale contaminazione trasmessa da Fenice S.p.a. sono stati attivati gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza nel sito, sono state effettuate le indagini di caratterizzazione e trasmessi i relativi risultati sulla base dei quali è stata elaborata l’Analisi di Rischio; nel corso della Conferenza di servizi del 14.12.2010, tenutasi per l’esame del documento di Analisi di Rischio, si è preso atto della generale riduzione dello stato di contaminazione delle acque sotterranee da mercurio e da composti organoalogenati, mentre i risultati del monitoraggio eseguito dall’A.r.p.a.b. indicavano superamenti di alcuni parametri in particolare (Nichel, Tricloroetilene, Nitriti e Fluoruri). A tal riguardo la Conferenza ha richiesto a Fenice S.p.a. di adottare specifici interventi per garantire il rispetto di tutte le Concentrazioni Soglia di Contaminazione al punto di conformità e di relazionare sulle operazioni poste in essere o in via di adozione entro il 31.01.2011. L’esame del Documento di Analisi di Rischio è stata rimandata nell’ambito di un tavolo tecnico da tenersi entro il 10.02.2011 sulla base delle valutazioni da farsi sugli ulteriori interventi che Fenice dovrà eseguire.

Dall’esame di tutta la documentazione trasmessa si rileva come Fenice S.p.a. abbia ottemperato alle disposizioni della normativa vigente, relativamente alla bonifica di siti contaminati, attivandosi sia per quanto riguarda le attività di messa in sicurezza d’emergenza sia per quanto riguarda l’iter tecnico-amministrativo delle procedure di bonifica, in particolare la caratterizzazione del sito e la predisposizione dell’Analisi di Rischio sito-specifica.

Le attività di messa in sicurezza d’emergenza realizzate hanno permesso di intervenire sulle sorgenti di contaminazione evitando la diffusione della contaminazione della maggior parte degli analiti individuati. In particolare dall’esame dei risultati delle analisi chimiche effettuate nei pozzi di monitoraggio P1/P9, eseguite a settembre scorso dall’A.r.p.a.b., si evidenzia che i valori delle concentrazioni dei parametri Triclorometano, Tetracloroetilene, Sommatoria organo-alogenati, 1,2 Dicloropropano e Mercurio continuano ad essere inferiori ai limiti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione, mentre risultano ancora superiori le concentrazioni dei parametri Fluoruri, Tricloroetilene, Nichel, e Nitriti in alcuni pozzi. Per garantire il rispetto dei limiti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione previsti per legge, per i parametri citati, è stata richiesta a Fenice l’adozione di ulteriori interventi specifici.

Inoltre si precisa che è prevista, ai sensi dell’art. 242 comma 10 del D.lgs. 152/06, la compatibilità degli interventi di caratterizzazione, bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale di siti con la prosecuzione di attività in esercizio, purché venga garantita la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

La proroga dell’autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore della E.D.F. Fenice S.p.a. di S. Nicola di Melfi, rilasciata dalla Provincia di Potenza con Determina dirigenziale n.3065 del 14 ottobre 2010, scaturisce in applicazione del comma 1 bis dell’art. 2 della legge n. 243 del 19 dicembre 2007, che demanda in capo alle autorità che hanno rilasciato le autorizzazioni di settore, l’adeguamento di tali autorizzazioni, nelle more del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, come peraltro precisato dal Dipartimento Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità – Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata con nota n. 15200 del 27 gennaio 2009.

Con la definizione della procedura dell’A.I.A. – conclude la nota – dovrà essere:

comunque revocata la predetta determinazione 3065/2010;

autorizzata la prosecuzione all’esercizio dell’impianto, ovvero disposto il diniego di prosecuzione delle attività.

Quindi se l’AIA non viene concessa, la determina 3065/2010 viene meno ipso iure.

 436 totale visualizzazioni,  2 oggi