Impossibile la ripresa economica se non sblocchiamo l’edilizia ormai paralizzata. Fermi cantieri pubblici e privati tra cui scuole, case, edifici pubblici, sanità, capannoni industriali, agricoli e artigianali ecc. 

“Ingiustificati e inaccettabili i ritardi accumulati a causa di un ufficio regionale praticamente “raso al suolo”, piuttosto che “difesa del suolo”, da decisioni autolesionistiche dell’Assessore leghista Merra che, senza porre alternative, non rinnova i contratti ai tecnici esterni dell’ufficio, paralizzandolo da oltre 2 mesi.

La carenza di personale degli uffici regionali rispetto al numero di pratiche da evadere è un tema da affrontare con urgenza, per intervenire, tra gli altri, a favore di un settore così importante e trainante per la nostra economia, che coinvolge direttamente tecnici, imprese edili e artigiane e che da occupazione a migliaia di operatori. Sul tema ho presentato insieme al collega Mario Polese, una interrogazione urgente, a cui spero il Presidente Bardi risponda immediatamente, anche in forma ufficiale e scritta

I ritardi sulle istruttorie delle pratiche di deposito e autorizzazione sismica bloccano l’intero comparto edilizio regionale e vorremmo conoscere, dal Presidente Bardi e dalla sua Giunta, quali provvedimenti urgenti ritengono di assumere per sopperire alla carenza di personale dell’ufficio difesa del suolo nelle sedi di Potenza e Matera e risolvere le criticità e i ritardi non più tollerabili. Dal 31 maggio, inoltre, sono state sottratte alla sede regionale dell’ufficio anche le poche risorse esterne che consentivano di portare avanti, seppure in misura minima, le attività.

Inascoltate, per ora, le nostre proposte di velocizzare l’iter di esame dei progetti utilizzando, ad esempio, anche il ruolo di sussidiarietà e garanzia che le Pubbliche Amministrazioni riconoscono alle professioni ordinistiche già a livello nazionale, individuando le attività che possono essere svolte da competenti professionisti esterni”

Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva.

“Abbiamo presentato a tal proposito, come Gruppo Consiliare Italia Viva, una interrogazione urgente – prosegue Luca Braia. A livello nazionale si mettono in campo operazioni straordinarie per sbloccare 200 miliardi di opere pubbliche con il piano “Italia Veloce” e di stimolo agli investimenti (come SismaBonus e EcoBonus al 110% di contribuzione). A livello regionale questo governo di centro destra lega distribuisce, invece,  senza criterio risorse economiche non si attrezza a stimolare la ripartenza per riaffrontare un potenziale super lavoro, smobilitando incredibilmente quegli uffici strategici che istruiscono e autorizzano le opere.

Bisogna intervenire immediatamente per non rendere inutile anche la spinta ai lavori che viene dagli incentivi nella fase 3 dell’emergenza sanitaria che non può essere messa all’angolo dalla situazione di sofferenza in cui versa l’ufficio Difesa del Suolo. Si rischiano ricadute su imprese e cittadini e, ovviamente, sul lavoro dei professionisti/garanti nella realizzazione delle opere. 

La sordità del Governo Bardi e in particolare dell’Assessore Merra non è solo nei confronti delle opposizioni, delle imprese e dei cittadini. Si rimane sordi anche verso gli ordini professionali che tale disagio lo hanno segnalato e denunciato più volte, ufficializzando ripetutamente che il personale dell’ufficio difesa del suolo di Matera e di Potenza è ridotto all’osso e che è impossibile procedere. 

Nel mese di giugno scorso avevo già presentato, per gli uffici di Matera, una interrogazione sulla situazione di impoverimento delle funzioni a esso attribuite e del personale, condizione che genera ritardi nell’espletamento delle pratiche, con grandi disagi per l’utenza e il comparto economico edile. 

Posizione ribadita nuovamente da Ordini e Collegi delle Professioni Tecniche – conclude il consigliere Braia – nei giorni scorsi, durante le audizioni in terza commissione consiliare del 24 giugno e del 8 luglio: i notevoli ritardi per le istruttorie e il rilascio autorizzazione sismica di deposito, bloccano un settore nel momento cruciale in cui invece proprio la Regione dovrebbe dare una forte spinta a procedere.

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