È del 20 c.m. una comunicazione a firma del Presidente del C.d.A. con la quale si informano le scrivente OO.SS. dell’attivazione di corsi di formazione mirati alla “Qualità Aziendale”. Tra le diverse “perle” riportate nel corpo della comunicazione ve n’è una davvero particolare. In sostanza, non essendoci nessun accordo con le OO.SS. circa il trattamento economico dei corsisti, a causa della ristrettezza dei tempi, se ne rinvia la regolamentazione ad una sorta di conciliazione da tenersi presso le competenti Direzioni provinciali del lavoro. A noi sembra che “i tempi stretti” richiamati nella nota siano solo strumentali e denotino la totale confusione che regna nelle FAL.

Proprio prevedendo la necessità di regolamentare anche attraverso intese sindacali la materia, le OO.SS. si erano attivate con largo anticipo chiedendo formalmente spiegazioni ma non ottenendo alcuna risposta. E’ per questo che il dubbio che si sta facendo strada è che l’organizzazione frettolosa e confusa sia da attribuire esclusivamente alla necessità di giustificare, in qualche modo, l’esistenza della direzione della Qualità. Non è un caso che la stessa gestione dei corsi sia stata tolta all’Ufficio Formazione e passata alla Direzione della Qualità che sembra assumere tono sempre più “fantozziani”. Non comprendiamo, inoltre, i criteri adottati per selezionare le unità da formare e il perché per alcune categorie la formazione debba avvenire durante le ore di lavoro e per altre no.

La confusione che regna nelle FAL tocca tutti gli aspetti della vita aziendale. Da tempo assistiamo a proclami di riduzione di costi ma non comprendiamo poi, per quale motivo, veri e propri eserciti si muovano quasi giornalmente da Bari a Potenza in trasferta. Sempre in merito alla riduzione dei costi del lavoro assistiamo ogni giorno a proclami contraddittori. Da una parte si rimarca l’obbligo di fruire delle ferie, dall’altra si invita a ridurre le prestazioni straordinarie salvo poi renderle obbligatorie prevedendole “in turno”. Il lavoro straordinario non può ne essere imposto, ne programmato. Il problema andrebbe affrontato e risolto con nuove assunzioni. Sempre in merito alle ferie non capiamo, ad esempio, perché la norma è valida per la sola truppa e non per quei dirigenti prossimi alla pensione.

Lo stato di confusione in cui versa secondo noi l’azienda, è dimostrato da quanto sta succedendo nella produzione del servizio automobilistico a Matera. Le corse automobilistiche che rientrano nel contratto di servizio con Regione Puglia vengono effettuate dagli autisti residenti presso il Deposito di Matera che ci risultano in carico come costo nel Contratto di Servizio sottoscritto con Regione Basilicata.

Altro evidente sintomo è ciò che succede in materia di “Sicurezza e prevenzione sul lavoro”. È stata giustamente emanata una Circolare con la quale si impone l’utilizzo dei dispositivi personali sulla sicurezza, ma ci chiediamo se l’azienda abbia provveduto a rendere realizzabile tale obbligo.

L’impressione che le scriventi si stanno facendo è che, dopo due anni del nuovo corso, a parte la buona volontà, della quale sono lastricate le vie dell’inferno, le FAL siano in panne.

La direzione politica delle FAL ha contestato il modello di organizzazione presentato dal precedente C.d.A. ma fino ad ora, a parte creare la mega direzione della qualità non abbiamo ancora capito cosa abbia in programma. Ha bocciato il “Piano industriale” elaborato dal precedente C.d.A. attraverso l’utilizzo delle professionalità presenti in azienda; ma il piano triennale presentato a Regione Basilicata a dicembre 2009, e da questa approvato, ci risulta essere null’altro che un estratto del “Piano industriale” buttato alle ortiche. Se tutti questi non sono sintomi di confusione, ci chiediamo cosa siano.