Sui ripetuti incendi che si sono verificati in questi giorni a Metaponto Lido e nei dintorni di Bernalda il Comitato “Cittadini Attivi” ha fatto le sue riflessioni. La prima affermazione maturata è che questi incendi sono di natura dolosa. E’ triste pensare che anche da noi, per attrazione fatale, si voglia essere protagonisti a tutti i costi anche nel negativo. Mentre nel Corso si mangia, si beve e si canta, si ignora che il verde è respiro, salubrità, ricchezza comune.

La seconda preoccupazione scaturita dalla nostra riflessione è riferita alla difficoltà riscontrata dai Vigili del Fuoco accorsi per spegnere l’incendio scoppiato vicino la Scuola Media: il bocchettone idraulico di emergenza installato per la sicurezza degli edifici pare che non funzionasse.
Immaginate voi un incendio all’interno delle strutture scolastiche?
La terza osservazione rinvia al concetto della prevenzione, termine culturalmente non metabolizzato da queste parti, e ancor meno praticato nei pubblici adempimenti. Noi Cittadini Attivi, da attenti osservatori, abbiamo verificato che le ville a mare degli Amministratori e dei politici o i loro soggiorni nei camping del Lido metapontino sono stati “preventivamente” messi a punto. La qualcosa non ci avrebbe affatto infastidito, se accanto alla prevenzione “privata” essi avessero avuto cura di quella “pubblica”. Infatti, gli incendi subiti, per quanto dolosi possano essere stati, di certo devono la loro devastazione all’incuria generale nella quale era il territorio: infinite sterpaglie, abbandono, degrado.
L’ultima riflessione che vogliamo comunicare, sperando che il lettore non si annoi, si aggrappa alla saggia ed eterna filosofia greca, che considera la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco principi stessi della vita e della sua possibilità di conservazione.
Un tempo questa nostra terra così poco rispettata attirò popoli della Grecia, e per il grande benessere che procurò loro fu chiamata “Magna Grecia”.
In questo stesso territorio, che oggi è nostro, i quattro elementi hanno un destino innaturale. La terra è devastata dagli incendi, dal cemento e dagli interessi ingordi; l’acqua è venduta, inquinata, sperperata; l’aria è sotto violenza, al nord dalla diossina di Taranto, a sud da ciò che può lasciarle la Trisaia; il fuoco divora, anziché trasformare, ovunque il verde; in Val d’Agri divora i gas petroliferi.
Di questa terra, chiamata un tempo “Magna Grecia”, molti fuggono per trovare il bene che qui trovarono altri popoli.
Per i pochi che restano, “privilegiati e fortunati”, questa terra è ribattezzabile “Magna Magna Grecia”!

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