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Potenza: Consiglio regionale, fissato il calendario delle sedute

Sei riunioni in programma nei prossimi tre mesi. Il 15 dicembre prevista la sessione di bilancio. Non è stata accolta la proposta di Perrino di discutere altri due quesiti referendari per l'abrogazione degli articoli 35 e 37 della legge sblocca Italia. 

Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre si svolgeranno sei riunioni del Consiglio regionale. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo che si è riunita oggi per definire il calendario. L'Assemblea si riunirà, in seduta ordinaria, il 6 e il 20 ottobre, il 3 e il 17 novembre e il 1 dicembre, mentre a partire dal 15 dicembre è prevista la sessione di bilancio.

La Conferenza dei capigruppo ha inoltre discusso la richiesta del capogruppo del Movimento cinque stelle, Giovanni Perrino, di convocare una riunione urgente entro il 26 settembre per discutere la proposta di referendum abrogativo degli articoli 35 (inceneritori) e 37 (gasdotti) della legge sblocca Italia, da aggiungere ai quesiti referendari già approvati dal Consiglio regionale lucano e dalle Assemblee legislative di Marche, Molise, Puglia e Sardegna in merito all'art. 38 della legge sblocca Italia e all'art. 35 del decreto sviluppo.

Anche in questo caso entro il 30 settembre i quesiti dovrebbero essere approvati con lo stesso testo da almeno cinque Regioni e presentati alla Corte di Cassazione. Ma, oltre all'iter consiliare previsto per i provvedimenti (prima Commissione e Aula), Lacorazza ha spiegato che non sarebbe possibile in tempi così stretti attivare la discussione in sede di Conferenza che ha portato alla definizione degli altri quesiti. La questione, ha riferito il presidente, è stata posta all'attenzione del direttore generale della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, Paolo Pietrangelo, il quale ha osservato che a suo parere non ci sono, "in particolar modo per motivi temporali, le condizioni affinché si possa tornare nuovamente ad una discussione approfondita nei tempi utili per attivare ulteriori richieste di referendum che comunque devono per la loro stessa efficacia avere riscontro in altre quattro regioni sui medesimi quesiti". Per questi motivi la Conferenza ha deciso di non accogliere la proposta di Perrino.