Comunicati stampa

POTENZA,UIL

Il nuovo governo regionale si insedia nel momento più acuto della crisi economica e sociale, nel quale l’occupazione continua a calare e le persone in cerca di lavoro continuano a crescere.Il tasso di disoccupazione giovanile e femminile poi è quello che ci preoccupa maggiormente essendo il più elevato d’Italia.Se da una parte lo strumento della cassa integrazione ha attutito per molti lavoratori gli effetti della crisi, dall’altra il costante aumento dei disoccupati, è il segnale che gli attuali strumenti di tutela non sono sufficienti a garantire adeguate coperture a tutti.La UIL di Basilicata ha sempre ritenuto che, in un momento in cui la situazione di crisi raggiunge livelli eccezionali, è indispensabile mettere in campo misure eccezionali, anche se provvisorie.

Uno strumento di questo tipo efficace ed immediato per la UIL è quello dei “buoni lavoro”. Certo non sono il massimo rispetto alle tutele dei lavoratori , ma, in questo momento potrebbero dare una risposta economica a tanti inoccupati e disoccupati che non sono in grado di assicurare un reddito sufficiente alla propria famiglia.

I “buoni lavoro” sono stati sperimentalmente messi in piedi prima per il comparto agricolo (studenti e pensionati), poi per il settore domestico, ma da quest’anno sono utilizzabili anche nel settore turismo e dei servizi e, novità ancora più rilevante, possono essere estesi anche ai cassintegrati e ai lavoratori in mobilità.

Perciò tra le misure che la Regione dovrà adottare per fare fronte alla drammatica crisi in atto, sicuramente questa dei “buoni lavoro” può essere utile coinvolgendo gli Enti Locali che attraversano sul piano finanziario il momento più difficile dal dopoguerra, e non possono certo permettersi (salvo eccezioni) quelle attività complementari, ma indispensabili come la pulizia e la manutenzione degli edifici, delle strade, dei parchi, dei monumenti ecc.L’Ente Locale potrà dunque utilizzare qualunque soggetto sia esso disoccupato o in cassa integrazione a questo scopo.

La Regione per ogni milione di euro investito, al costo singolo di 3000 euro per ciascun “buono lavoro”, può dare una risposta seppure temporanea e precaria a 300 cittadini/lavoratori bisognosi di un sostegno economico.

Nulla a che vedere con gli L.S.U. di famigerata memoria (molti dei quali aspettano ancora una stabilizzazione), ma una opportunità temporanea di impiego e di integrazione del reddito dei soggetti più deboli. Per la UIL occorre oggi partire dalle piccole cose, che servano a far passare la buriana, se vogliamo domani condividere nuovi progetti di crescita, di sviluppo e di ripresa economica della nostra regione.