CHIETI, ECOTOUR

Il “Verde” e il “Blu” della Basilicata in scena alla ventesima edizione di “Ecotur”, la borsa internazionale del turismo natura, che nella sede della Camera di Commercio di Chieti ha riunito operatori e appassionati del settore. Dal 24 al 26 aprile 2010 anche Regione Basilicata, Dipartimento Attività Produttive, e Apt (Agenzia di Promozione Territoriale) hanno promosso il patrimonio lucano nel corso della manifestazione che tra i prodotti rappresentativi del turismo natura propone parchi e aree protette, mare e riserve marine, passeggiate tra i borghi ed escursioni alla scoperta di mondi culturali e religiosi.

Ottanta i buyers stranieri giunti a Chieti da 19 paesi, numerosi i giornalisti di ogni nazionalità che si sono aggirati tra i padiglioni della fiera facendo tappa anche presso lo stand lucano. Nata come borsa di nicchia, la manifestazione abruzzese è passata dalla regionalizzazione alla nazionalizzazione, per poi affermarsi a livello internazionale. Lo documenta anche l’ottavo Report Ecotur presentato in sintesi nel corso di un convegno e dal quale emerge che, in base a dati stimati per il 2009, il 58 per cento delle presenze non è italiano, contro il restante (42%) nazionale.

L’esperienza della Basilicata non può che dar ragione a questi numeri se si considera che, durante la tre giorni, la regione ha accolto nel proprio stand non solo cittadini del BelPaese ma anche stranieri, alcuni incuriositi dal materiale promozionale esposto altri già a conoscenza del Parco Nazionale del Pollino e di quello dell’Appennino Lucano-Val D’Agri-Lagonegrese, il più giovane d’Italia. Accattivanti agli occhi dei visitatori, che si sono candidati come potenziali turisti, anche le gigantografie, mini guide e brochure dedicate dall’Apt ai Parchi Regionali di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri affisse e presentate nello spazio lucano.

Quando la manifestazione ha mosso i primi passi, “i parchi naturali e regionali - ha sottolineato Enzo Giammarino, presidente di Ecotur - erano concentrati soprattutto nel centro-nord Italia, ma venti anni dopo il mondo del turismo è cambiato con la crescita del numero e della quantità delle aree protette, insieme alla domanda, fino a mutare l’offerta”.

La ventesima edizione di Ecotur ha messo in luce quanto fascino eserciti sul green tourist, in particolare, la combinazione spettacolo-natura proposta dalla Basilicata: dal Parco della Grancia all’interno del quale è ambientata “La Storia Bandita”, al “viaggio” nel vuoto che si può compiere sospesi ad un cavo d’acciaio durante il “Volo dell’Angelo” da Pietrapertosa a Castelmezzano, ai parchi avventura oggi presenti a Cirigliano e Rivello.

Grande curiosità da parte di tour operators italiani e stranieri anche per la singolarità di una regione che si affaccia su due mari. Sull’onda del film di Rocco Papaleo: “Basilicata coast to coast” molti anche i potenziali turisti che hanno cercato informazioni sulle strutture ricettive delle coste Tirrenica e Ionica, e sulle attività, bellezze e caratteristiche dei diversi comuni lucani che sono stati tappe del lavoro cinematografico (Maratea, Trecchina, Lauria, Tramutola, Corleto Perticara, Diga del Pertusillo, Aliano, Craco, Scanzano Jonico), quindi possibili leisure destinations.

“Questi segnali di attenzione per la Basilicata turistica sollecitati dal film del noto attore e regista lucano Papaleo confermano - secondo il direttore generale dell’APT Basilicata Gianpiero Perri - la giusta intuizione della Regione e dell’Apt di concorrere alla promozione del film e di realizzare una campagna di comunicazione con testimonial lo stesso Papaleo per prolungare l’impatto anche promozionale per la nostra regione e rinnovare l’invito a scoprire la nostra bellissima terra e soprattutto le sue bellezze paesaggistiche”.

Come ogni anno Ecotur ha collegato il momento espositivo a quello dell’immagine e del dibattito. Confermata l’alleanza con “I Borghi più Belli d’Italia”, protagonisti della borsa giunta alla terza edizione, organizzata nell’ambito del “Nature Tourist Workshop” e finalizzata a posizionare sui mercati nazionali ed internazionali i paesi aderenti al Club nato nel 2001 in collaborazione con l’Anci.

Dei 196 comuni cinque sono lucani: Acerenza Castelmezzano, Pietrapertosa, Venosa e Guardia Perticara, quest’ultimo tra i 42 borghi presenti alla fiera abruzzese all’interno degli stand allestiti nel padiglione destinato esclusivamente a questa forma di turismo.

Il borgo lucano si è presentato con un filmato che ne ha illustrato il paesaggio e le ricchezze architettoniche e naturali ma, ha dichiarato Massimo Caporale, sindaco di Guardia Perticara, “questa è stata l’occasione per ricordare che da giugno a settembre una mostra sulle tombe degli Enotri, organizzata con Apt e Total, sarà destinata al turismo scolastico”.

Il cicloturismo in Basilicata ha carpito soprattutto l’interesse di buyers tedeschi accreditati al workshop e che non hanno fatto mistero sull’interesse per la regione come prossima destinazione, preferendo i Bad & Breakfast come soluzione di soggiorno.

Rilevante anche la domanda da parte di Austria, Belgio, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, oltre a Danimarca, Russia e Olanda. Accomodation di tendenza in questo caso: hotel, residence, appartamenti e villaggi. Non meno interessati al turismo natura lucano si sono dichiarati anche i T.O. italiani per lo più campani e laziali, con la new entry dei trentini.L’evento, comunque, ha inevitabilmente svelato tutti i segmenti del turismo regionale grazie al materiale promozionale esposto nello stand dell’Agenzia di Promozione Territoriale.

I Sassi e gli altri itinerari artistici e culturali hanno confermato Matera calamita per eccellenza del comparto lucano, ma non sono mancate richieste per il Vulture Melfese, sulle tracce dei templari e di Urbano II, fino al gusto dell’Aglianico.Le venti candeline spente da Ecotour per Paolo Rubini, direttore generale dell’Enit, l’Agenzia Italiana del Turismo, dimostrano che l’evento ormai esercita un forte appeal sugli amanti del settore. Sono ancora i numeri a dar ragione: “Questa forma di turismo produce in Italia un fatturato di circa dieci milioni di euro e cento milioni di presenze”.