Comunicati stampa

POTENZA: I problemi dei lucani sono finiti.

Meraviglia delle meraviglie, i problemi dei lucani sono finiti. Il candidato Mattia batte persino Pittella nelle promesse elettorali.   

 

 Meraviglia delle meraviglie, i problemi dei lucani sono finiti. Il candidato Mattia dei 5 stelle ci promette 60.000 di nuovi posti di lavoro in 10 anni. Batte perfino Pittella che nella campagna elettorale del 2013 ne prometteva 15.000.

I grillini, non si sa ancora con quali provvedimenti, daranno tanto lavoro da abbattere la disoccupazione in Lucania, visto che di disoccupati ne abbiamo circa 30.000. Eccedenza posti di lavoro: ‘solo’ 30.000. A questo punto, però, non ci troviamo con i numeri: Mattia prevede, infatti, di ripopolare la Basilicata con ‘solo’ 10.000 – 20.000 giovani. Alla fine, quindi, avanzeranno da un minimo 10.000 ad un massimo 20.000 posti di lavoro. Magari potremmo regalarne qualcuno alle altre Regioni.

Del resto, potrebbe anche essere che nei primi 5 anni di un eventuale Governo i 5stelle hanno intenzione di portare l’economia lucana così in recessione da raddoppiare i disoccupati, tipo modello greco (altro che norvegese) e nel secondo quinquennio promettono di fare il miracolo e trovare posto di lavoro per tutti. Una logica che più lineare non si può.

Ma la chiarezza delle posizioni dei grillini appare ancora più evidente quando si parla di petrolio. Il Cova e Tempa rossa possono chiudere subito ma, forse, perché no, anche nei prossimi anni, s’incarta Mattia. I “pozzi vanno chiusi” però “qualora non ci fossero le condizioni e le ragioni legali” rimarranno aperti. Se Mattia intende governare così, povera Basilicata.

Che poi diciamolo ai Lucani, le condizioni legali per la chiusura non ci sono, a meno, forse, di un disastro ambientale di proporzioni epiche causato dalle aziende petrolifere che non auguriamo alla nostra bella Terra. Quindi, delle due l’una: o fanno finta di essere incompetenti per prendere in giro i Lucani promettendo la chiusura dei pozzi esistenti o sono davvero incompetenti.

Per non parlare, poi, della mania di occupare seggiole: la task force per il petrolio. Altri esperti? Altri soldi pubblici?

La lettera di Mattia è un susseguirsi di ‘abbiamo messo a punto’, ‘abbiamo studiato’ e di ‘azioni da mettere in campo’ che però non si sanno quali sono. Non un progetto concreto. Non una proposta.

Così sono bravi tutti. Basta spararla grossa e dire tutto senza dire niente. Un po’ come ha fatto Pittella ed il centrosinistra negli ultimi anni. Tutto cambia per non cambiare nulla.