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POTENZA: TRIVELLE IN MARE, IL PIANTO DEL COCCODRILLO DEI GOVERNATORI PD

Prima stanno zitti, quando Renzi dichiara che vuole trivellare l'Italia in lungo e in largo senza dare conto a niente e a nessuno, poi stanno a guardare, quando i parlamentari del proprio partito si allineano a Roma e a Bruxelles    

con chi continua a sostenere le politiche energetiche basate sul petrolio. Adesso, dopo il colpevole silenzio durato mesi, convocano manifestazioni e fanno ipocriti summit mediatici per protestare contro il loro stesso governo nazionale che hanno sempre votato e sostenuto.

Questa è la coerenza dei governatori del Pd, questi sono i trucchi dei mestieranti della vecchia politica che cercano di mettere una pezza dopo aver capito che i cittadini, i sindaci e le associazioni delle proprie regioni, non consentiranno mai di far devastare il mare Adriatico e lo Ionio dalle estrazioni petrolifere programmate da Renzi, dal governo croato e dalle multinazionali delle trivelle.

Il M5s lo dice da sempre e, da sempre, manifesta insieme ai cittadini, fa battaglie parlamentari a Roma e a Bruxelles contro la legge Sblocca Italia e, da sempre, lotta per far capire al Pd e agli altri partiti i rischi che corrono i nostri mari. Ora, finalmente, sembra che ci siano arrivati anche i presidenti delle sei regioni dove sono pronte a partire le ricerche di idrocarburi in mare.

Le proposte e gli emendamenti del M5s Europa per spingere la Ue a impostare direttive indirizzate all'abbandono delle energie fossili e ad incentivare le fonti rinnovabili, erano demagogiche e fatte da parlamentari inesperti, mentre le scelte del Pd che, sia a Roma che a Bruxelles, sostenevano i disegni delle lobby del petrolio, erano serie e lungimiranti.

Questo è il risultato che ha prodotto l'ambiguità della vecchia politica e la mancanza di visione di un futuro senza gli enormi interessi economici che ruotano intorno all'uso delle fonti fossili.

Ci auguriamo che dopo l'incontro di oggi a Termoli, delle Regioni Puglia, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Molise e Marche e di un eurodeputato croato, si arrivi ad una vera e propria insurrezione contro Renzi e contro la legge Sblocca Trivelle che sposta tutti i poteri decisionali nelle mani del governo nazionale.

Non vorremmo, però, che, mentre i governatori fanno finta di protestare, il governo nazionale Pd autorizzi i permessi di ricerca e non intervenga con forza sulla Croazia, per evitare che il Mediterraneo venga deturpato dalle perforazioni.

Il M5s, come sempre, vigilerà e agirà, con tutti gli strumenti che ha a disposizione, nelle istituzioni regionali, nazionali e europee e, contestualmente, organizzerà, insieme ai cittadini, manifestazioni e incontri per bloccare lo scempio ambientale e affaristico che si vuole perpetrare sia in mare che sulla terra ferma.