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MALE, ANZI MALISSIMO LA BASILICATA IN CINA

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la Cina continua a violare sistematicamente i più elementari diritti, negando le libertà fondamentali. Ogni forma di dissenso è brutalmente repressa, ogni anelito di libertà soffocato.

 

Contrariamente all’amico Luigi Scaglione, mi sento di dire: Male, anzi malissimo, la Basilicata in Cina. E tutto ciò affermo, se, come sembra, la visita del Presidente De Filippo non servirà anche a ricordare che occorre un maggiore rispetto dei diritti umani da parte del governo cinese e dei suoi mandarini. Forse di tanto in tanto gioverebbe ricordare che l’economia di mercato senza democrazia produce effetti devastanti. Nonostante l’impetuosa crescita economica, la Cina continua a violare sistematicamente i più elementari diritti, negando le libertà fondamentali. Ogni forma di dissenso è brutalmente repressa, ogni anelito di libertà soffocato. Nei territori occupati del Tibet, della Mongolia del Sud e del Turkestan Orientale, i popoli colonizzati sono ormai ridotti a minoranza nei loro Paesi. Altra questione politica centrale da porsi quando ci si interroga sul colosso cinese dovrebbe essere: c’è davvero da rallegrarsi per un sistema che consente una certa libertà di culto, ma che non riconosce alcun diritto umano - e quindi soggettivo, individuale, indisponibile - alla libertà religiosa, cioè alla possibilità di professare e testimoniare pubblicamente il proprio credo, senza bisogno di “autorizzazioni” di sorta? E’ davvero un passo avanti quello di un sistema che sostituisce all’ateismo di stato una “Chiesa di Stato” comunque subordinata al potere politico di Pechino? Su tutto questo De Filippo, Scaglione e l’intero Consiglio regionale sono disposti a spendersi ed interrogarsi? La questione non è affatto marginale.