Cronaca nera

METAPONTO, IMMIGRAZIONE

Nelle prime ore di questa mattina, a Metaponto di Bernalda (MT), circa 30 uomini della Questura, del Comando Provinciale dei Carabinieri e della guardia di Finanza di Matera, nonché del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri hanno eseguito un vasto ed articolato servizio di controllo, volto al contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina.Gli agenti della Polizia di Stato, i carabinieri e gli agenti della Guardia Finanza, con la collaborazione di personale del comune di Bernalda (MT), hanno effettuato un controllo specifico soprattutto all’interno di una struttura ricettiva, già utilizzata come vivaio dall’ALSIA e oggi ormai abbandonata, spesso, adoperata quale luogo di rifugio occasionale da parte di extracomunitari, presenti nella zona perché impiegati in lavori agricoli.

All’esito della verifica, il personale operante ha trovato 23 cittadini stranieri tutti extracomunitari, di varia nazionalità, soprattutto del Sudan, accampati all’interno del predetto centro in rifugi di fortuna e in condizioni igienico sanitario precarie. Controllati, in merito alla loro regolare presenza sul territorio nazionale, sono risultati quasi tutti in regola, eccezion fatta per 2 di loro, che sono risultati sprovvisti di permesso di soggiorno e già colpiti da precedete provvedimento del Questore.

Per loro è così scattato un ulteriore provvedimento di espulsione a firma del Prefetto di Matera. Gli altre 21 stranieri sono stati solo allontanati e invitati a rientrare presso i centri di provenienza.Inoltre, 15 immigrati saranno anche denunciati per danneggiamento e invasione di edificio di proprietà pubblica.Da evidenziare che l’intervento odierno è stato anche concertato e svolto per dare esecuzione ad un provvedimento di sgombero emesso dal commissario prefettizio del comune di Bernalda relativamente alla citata struttura.

Il controllo segue altre attività similari, svolte, sempre congiuntamente dalle FF.PP. specie in quell’area, proprio per arginare e contrastare il fenomeno dell’irregolarità e il conseguente possibile sfruttamento degli stranieri in attività di lavoro agricolo.