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CHIETI, AUTORITRATTO LEONARDO

Sabato 8 maggio (ore 10), Piazza Trento e Trieste n. 1, convegno su «La comparazione fra uno dei frammenti di impronta digitale rilevati sul “Presunto autoritratto lucano” e una delle impronte lasciate da Leonardo da Vinci sulla “Dama con l’ermellino” mostra la sovrapponibilità di quattro linee papillari e quella di una binuzia (biforcazione)». È quanto ha dichiarato il Prof. Luigi Capasso, Direttore del Centro Universitario Museale dell’Ateneo “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara durante la conferenza stampa svoltasi stamattina per presentare ai media la pubblicazione relativa agli esiti delle ricerche multidisciplinari volte a chiarire se ci fu sull’opera la presenza della mano del Genio fiorentino sulla “Tavola di Acerenza”: dipinto ad olio su tavola (mezza pialla) di cm 60×44, riscoperto nel 2009 da Nicola Barbatelli.

Fino a martedì 11 maggio 2010, infatti, il Museo universitario dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara in Piazza Trento e Trieste n. 1 a Chieti sarà la “capitale” degli studi sul presunto autoritratto lucano attraverso un evento caratterizzato da altri due rilevanti momenti:1. CONVEGNO SCIENTIFICO: Sabato 8 maggio 2010 alle ore 10:00, gli scienziati internazionali coinvolti mostreranno gli esiti delle loro ricerche durante il convegno “Leonardo da Vinci: Il presunto autoritratto lucano, gli studi” presso l’Auditorium del Museo universitario in Piazza Trento e Trieste n. 1 a Chieti (CH). L’evento, a ingresso libero e gratuito, sarà trasmesso in streaming video sul sito web del Museo universitario: www.museo.unich.it.2. MOSTRA TEMPORANEA: Da venerdì a martedì 11 maggio 2010, il museo esporrà il “Presunto autoritratto lucano” che è abitualmente custodito all’interno di una teca blindata (sorvegliata a vista) nel Museo delle Antiche Genti di Lucania a Vaglio Basilicata (Orari di apertura: Mattina 09:30-13:00 // Pomeriggio 17:00-19:30; Costi d’ingresso: € 2, con sconto del 50% a gruppi di minimo 10 persone). In occasione del convegno, l’ingresso alla mostra sarà gratuito.Tale ricerca è stata condotta nel capoluogo teatino poiché segue uno studio cominciato a Chieti nel 2002 e durato tre anni che ha permesso di identificare l’unica traccia “biologica” del grande genio (cioè: l’impronta di un intero polpastrello di Leonardo da Vinci), poi pubblicata e brevettata per essere utilizzata anche negli accertamenti su opere dubbie o finora sconosciute dello stesso Leonardo e dei suoi allievi.