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MARATEA: LAVORAVANO IN NERO E PERCEPIVANO LA DISOCCUPAZIONE TRE LAVORATORI SCOPERTI

LAVORO IRREGOLARE: LAVORAVANO IN NERO E PERCEPIVANO LA DISOCCUPAZIONE TRE LAVORATORI SCOPERTI DALLA G. DI F.     

 

la Tenenza della Guardia di Finanza di Maratea, nell’ambito delle attività svolte a contrasto del lavoro nero e/o irregolare, ha avviato e concluso due controlli orientati al riscontro della posizione lavorativa del personale impiegato da due imprese esercenti, rispettivamente, l’attività di impresa edile e di albergo. Le Fiamme Gialle hanno accertato complessivamente l’impiego irregolare di tre lavoratori in quanto, dall’esame della documentazione esibita e dalle dichiarazioni rese dal personale intento in attività lavorativa, non risultava l’instaurazione di alcun rapporto contrattuale con i rispettivi datori di lavoro, inadempienti anche in ordine agli obblighi di natura previdenziale ed assistenziale. Più nel dettaglio, gli interventi sono stati originati dal costante monitoraggio territorio le cui risultanze, opportunamente incrociate con le banche dati in uso all’Amministrazione Finanziaria, hanno consentito l’individuazione dei soggetti da sottoporre a controllo. Le due ditte controllate, un’impresa edile ed una struttura alberghiera, operanti sotto forma di società di capitali, hanno sede nel comune di Maratea. Nei confronti dei responsabili delle condotte illecite sono state contestate le sanzioni amministrative introdotte dalla dall’art. 1, comma 445, lettera d) della legge 145/2018 (legge di bilancio) con pene che vanno da un minimo di € 8.867,00 ad un massimo di € 43.200,00, commisurate al numero dei lavoratori e al periodo di manodopera prestata in nero. L’intervento ha inoltre garantito l’interruzione della corresponsione dell’indennità di disoccupazione di cui risultavano essere beneficiari nr. 2 lavoratori con conseguente risparmio di soldi pubblici. L’attività in argomento, sempre all’attenzione del Corpo, è diretta al contrasto degli effetti negativi che il lavoro irregolare provoca sull’economia, ostacolando la normale concorrenza fra le imprese, danneggiando le risorse economiche dello Stato ed accrescendo il carico fiscale per gli imprenditori che rispettano le regole.