Comunicati stampa

Potenza: NUOVO SCIOPERO DEI GIUDICI DI PACE E DEI MAGISTRATI ONORARI.

Al via il sesto sciopero consecutivo dei giudici di pace ed il terzo consecutivo dell'intera magistratura onoraria dal 17 al 21 aprile.  

Un ennesimo grido d'allarme per il riconoscimento di alcuni "diritti fondamentali":

●continuità del servizio fino all'età pensionabile;

●trattamento economico adeguato;

●tutele previdenziali e assistenziali;

●garanzie di autonomia degli uffici e di indipendenza del giudice.

I magistrati onorari lamentano il mancato riconoscimento del periodo di ferie annuali retribuite, del congedo di maternità, la disparità di trattamento rispetto ai magistrati togati in tema di retribuzione, di indennità di fine rapporto e di regimi in tema di sicurezza sociale.

Il Parlamento Europeo chiede al Governo che si provveda alla stabilizzazione dei magistrati precari e al riconoscimento dei diritti violati, per i quali la Commissione Europea ha instaurato una procedura di infrazione contestando all'Italia la discriminazione nel trattamento economico e previdenziale.

Ed il Ministro Orlando? Ad oggi non ha assunto iniziativa alcuna atta ad adeguare il diritto italiano a tale pronuncia del Consiglio d'Europa.

È evidente che Orlando ha dimenticato che da 20 anni i magistrati onorari svolgono la funzione giurisdizionale a tempo pieno ed in via esclusiva, impiegando tempo, risorse e professionalità nell'esclusivo interesse dei cittadini, contribuendo in maniera determinante alla trattazione del 60% dei giudizi civili e penali di primo grado ed evitando la paralisi del sistema.

Quello del Ministro Orlando, oltre a viaggiare in maniera diametralmente opposta alle direttive europee, è un progetto disfunzionale, teso allo svilimento della figura dei magistrati onorari e dell'esercizio della professione forense che continuerà ad annaspare tra inenarrabili lungaggini e difficoltà.

Intanto i magistrati precari dismetteranno la toga dal 19 al 21 aprile. Altre disfunzioni, altra paralisi del contenzioso e a rimetterci, manco a dirlo, saranno i cittadini e la classe forense, già vessati da angherie giudiziarie di varia genesi.