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Potenza: Regioni, Lacorazza: cooperazione, non modifica dei confini

 Il presidente del Consiglio regionale: “Bene le dichiarazioni di Serracchiani e Bressa, no alla modifica dei confini amministrativi e alla soppressione delle Corti d’Appello, le Regioni collaborino con un gruppo europeo di cooperazione territoriale del Sud”   

Con le norme sul regionalismo differenziato previste dal nuovo art. 116 della Costituzione e con quelle, già esistenti, dell’art. 117 sulla cooperazione rafforzata è possibile costruire una nuova stagione del regionalismo e delle istituzioni rappresentative del territorio. Modificare i confini amministrativi invece è sbagliato perché, a maggior ragione dopo l’incerta riforma delle Province, i territori hanno bisogno di riferimenti amministrativi e politici certi. Non si scherza con la coesione dei territori, magari iniziando con l’impropria e pericolosa soppressione delle Corti d’Appello”. E’ quanto afferma il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, che ritiene “molto significative” le affermazioni rilasciate oggi alla stampa dal sottosegretario agli Affari regionali Giancaludio Bressa e dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

 

Quest’ultima– aggiunge Lacorazza - ha chiarito come l’accorpamento delle Regioni non è oggi nell’agenda del Governo, mentre il sottosegretario ha opportunamente osservato che la discussione sull’assetto delle Regioni non può avvenire sulla base di numeri astratti bensì della volontà popolare e dei Consigli regionali e che le Regioni devono collaborare fra loro. ‘La Basilicata – ha detto - si chieda su infrastrutture e ricerca che rapporti può avere con Calabria, Campania o Puglia’. E’ esattamente ciò che discutiamo da tempo, e ribadisco che sarebbe opportuno dare vita ad un ‘Gruppo europeo di cooperazione territoriale del Sud’, attribuendo rilevanza di legge ad una simile forma di cooperazione interistituzionale, per pianificare insieme l’uso dei fondi comunitari intorno alla realizzazione di pochi grandi obiettivi comuni. Se si vuole sfuggire alla facile semplificazione delle macroregioni ed affrontare i problemi veri, si discuta di questo. E’ bene che anche dal Governo nazionale venga una sollecitazione in questo senso, penso che questo atteggiamento possa essere utile anche per modificare le norme in materia energetica oggetto dei referendum che attendono la pronuncia di legittimità e di ammissibilità da parte della Corte di cassazione e della Consulta”.