Cronaca sindacale

Potenza: “Far conciliare le attività produttive con le politiche ambientali si può e si deve”

Le segreterie regionali di FEMCA-FILCTEM-UILTEC di Basilicata esprimono forte preoccupazione per la situazione   

che si sta venendo a determinare al COVA di Viggiano, in seguito alla delibera di giunta di sospensione della Regione Basilicata.

Abbiamo apprezzato molto la convocazione dell’ENI – dichiarano Palma, Carella e Martino - nella giornata di ieri, che ci ha dato la possibilità di entrare nel merito della discussione circa la chiusura temporanea del Centro Olio nel rispetto delle posizioni espresse dal territorio e dalle Istituzioni regionali. Era una condizione necessaria che, dopo tante valutazioni fatte circa il rapporto tra attività produttiva ed ambiente, si discutesse di lavoratori e di garanzie circa il futuro degli stessi. L’ENI ha espresso con forza la volontà di restare sul territorio e di continuare nelle attività e, da subito, si è resa disponibile a monitorare l’andamento della situazione, convocando periodicamente le OO.SS. già dalla settimana prossima, immediatamente dopo aver ricevuto la notifica delle prescrizioni ”.

Oggi, come OO.SS., chiediamo anche alla Regione Basilicata di convocare un incontro immediato per dare certezze ai lavoratori e tranquillità ai cittadini dell’area. Non si possono consumare atti, quali quello della Giunta regionale, senza prevedere un passaggio tempestivo, necessario ed obbligato con le organizzazioni sindacali in virtù dei circa tremila lavoratori che operano nel settore ”.

In conclusione, la nostra preoccupazione è quella di tutta la regione poiché il blocco del COVA va ad incidere pericolosamente non solo sull’area della Val d’Agri ma sull’intero tessuto economico e produttivo regionale. Occorre fare presto, perché l’esperienza già vissuta ci porta a valutare le conseguenze che potrebbero derivare da un fermo prolungato con una forte e negativa incidenza, dal punto di vista occupazionale, su tutto l’indotto ENI. FEMCA-FILCTEM e UILTEC sperano che dal confronto possa nascere un percorso condiviso che continui a creare il giusto equilibrio, come in altri ambiti territoriali, tra l’attività estrattiva, l’occupazione e l’ambiente”.