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ACCETTURA, FESTA DEL MAGGIO

accettura-maggio-04E' celebrata in occasione della Pentecoste da tempo immemorabile, la sagra del Maggioben più complessa è "inglobata in un arco temporale ben più ampio, dedicata al patrono San Giuliano, con la scelta dei due componenti principali del "Maggio" e della "Cima", infatti, avviene rispettivamente la prima e la seconda domenica dopo Pasqua, mentre il taglio del "Maggio" avviene il giorno dell'Ascensione. 12-13-14 giugno

 

 L'unione tra due piante, una di alto fusto, simbolicamente di sesso maschile, e l'altra di agrifoglio, altrettanto simbolicamente di sesso femminile abbattute la prima nel bosco di Montepiano e la seconda nella foresta di Gallipoli Cognato. Il tronco trasportata in paese con l'ausilio di oltre 50 coppie di buoi di razza podolica, allevati dai contadini accetturesi esclusivamente per la festa e l'agrifoglio viene trasportata a spalle per 15 chilometri da ragazzi. I due cortei  accompagnati dal ritmo di suoni e canti e da cortei processionali.

Per portare in paese le due piante ci fanno delle soste nelle radure ed allora i rispettivi cortei di accetturesi tirano fuori da capienti sacche tutto il meglio della tradizione culinaria locale, salsicce, sopressate e fumanti ricotte, caciocavalli e tanto ma tanto buon vino fino all'arrivo in paese nel tardo pomeriggio, quando i due cortei festosi si incontrano e inizia la vera festa di popolo con il compimento del matrimonio.

Le operazioni culminanti dell'innesto si susseguono nei giorni successivi, con l'erezione e della scalata del "Maggio", secondo uno schema classico che contraddistingue la festa dalle altre feste degli altri paesi.

Il "Maggio" di San Giuliano rappresenta da una parte una superiore compattezza e organicità e maggiori elementi di coralità con un livello di partecipazione più intenso e coinvolgente. L'esempio più noto di culto arboreo in un'area quella calabro/lucana dove di simili riti se ne svolgono molti e la  festa di Accettura rappresenta pertanto un modello complesso e significativo dei culti arborei, che dimostrano di possedere ancora, spesso nel loro rapporto fondamentale con le celebrazioni messe in atto per il santo patrono, e trova nei partecipanti una rilevante vitalità davvero magico.