Approfondimenti

MATERA, FAUNA SAN GIULIANO

acquaIl sito è frequentato da circa 200 specie diverse di avifauna molte delle quali specie prioritarie. Alcuni tratti della zona umida che dovrebbero essere interessati dalle attività nautiche proposte sono caratterizzati in periodo migratorio e riproduttivo dalla presenza della Moretta tabaccata (Aythya nyroca) per la quale il Ministero dell’Ambiente ha redatto un ‘apposito Piano d’Azione Nazionale per tutelarla in considerazione della sua importanza a livello europeo (SPEC 1). Tentativi di nidificazione di questa specie sono stati osservati ma purtroppo falliti a causa del disturbo determinato dalla prolungata presenza sulle rive di pescatori e gitanti.    

 L’area è frequentata stabilmente per motivi trofici dall’inizio della primavera alla fine dell’estate anche da esemplari di Cicogna nera (Ciconia nigra) che si riproducono a breve distanza (il 50% delle coppie italiane si trova in Basilicata). Degno di nota è la presenza in questo sito del maggior contingente svernante a livello regionale di Fischione (Anas penelope) con oltre 1000 individui censiti durante alcuni inverni. Inoltre tutto lo specchio lacustre è frequentato dalla più numerosa popolazione regionale di Svasso maggiore (Podiceps cristatus) ed è l’unico sito regionale ed uno dei pochi dell’Italia centro-meridionale in cui si riproduce da qualche anno il Cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis).

Un censimento organizzato lo scorso inverno dall’ASOIM, una delle più importanti associazioni ornitologiche dell’Italia centro-meridionale e i cui dati sono stati presentati al XV Convegno Italiano di Ornitologia (14-18 ottobre 2009, Parco Nazionale del Circeo, Sabaudia (Lt), ha messo in evidenza, su 13 aree umide studiate, che il maggior numero di specie di avifauna è stato rilevato proprio nella Riserva di San Giuliano. Non va dimenticata infine l’importanza del SIC per la presenza regolare della Lontra (Lutra lutra) sulla cui conservazione, attraverso la tutela dei siti di presenza, si sta molto investendo sia a livello regionale che nazionale.

Ulteriori ed interessanti dati faunistici sono stati raccolti nel corso degli anni e rappresentano un elemento scientifico a supporto dell’ importanza dell’area e potranno essere utilizzati e citati nelle sedi opportune.

Una forma di gestione oculata ed indirizzata alla tutela della Biodiversità (ricordiamo che l’anno 2010 è stato dichiarato l’Anno Internazionale della Biodiversità) sarebbe certamente un elemento di coerenza con il programma Rete Natura 2000 a patto che interpretazioni difformi dello status normativo dell’area non ne compromettano, insieme ad altri fattori negativi, l’importanza e gli equilibri come di fatto sta avvenendo in talune aree.